Presidente Onorario, cioè qualcuno in grado di rilevare e rappresentare con onore la carica di Presidente. Ovviamente… Moratti ha rifiutato.

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Purtroppo leggeremo di un grande uomo, di una persona eccezionale, di un grande stratega, di una persona per bene e tante altre vigliaccherie di questo tipo. Tutto falso, anche perché la grancassa di chi scrive non agisce di testa, né di cuore, ma di portafogli e lo stipendio ti fa anche scrivere ciò che non pensi. Accade così in Italia.

Moratti molla, e con lui tutta la Holding di famiglia, quell’Internazionale Holding Srl che meriterebbe approfondimenti fiscali, ma figurati se c’è tempo e voglia. Meglio far le pulci al bilancio bianconero, per esempio.

Ma chi è Moratti? E perché la sua carriera di Presidente non è mai stata al Massimo, tranne per la voce debiti?

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Arrivato nel ’95 sulle ombre di papà, convinto che bastassero i soldi a sfondare nel calcio, in 18 anni ha versato nelle casse più di 1200 milioni di euro, ricavandone solo la mega truffa passata alla storia come Farsopoli, o Calciopoli che dir si voglia. Prima di Farsopoli un elenco sterminato di gaffe, dimostrazioni di debolezza, scarsa capacità di management, zero idee.

Dai flop di calciomercato allo sperpero di denaro, unito a risultati umilianti in Coppa e in Campionato, salvo solo alcuni anni in cui Ronaldo ha saputo vincere quasi da solo una Coppa UEFA.

Dagli anni 2000 in poi, Moratti si è convertito alla forza oscura della forza: bilanci truccati, di cui si sa tutto, ma nessuno racconta, e poi gli illeciti combinati insieme alle strutture in mano a Tronchetti Provera, esplosi poi in Calciopoli.

Oggi molla, avendo lasciato in mano a Thohir situazioni disastrose. E va via salutato come un vincente.

La fotografia perfetta di una Italia che ha ormai terminato ogni forma di oggettività e di dignità intellettuale.

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