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Moratti: “Tre rigori su quattro non c’erano e poi…”

Curiosa la dichiarazione di Massimo Moratti, l’uomo che negli ultimi anni ha praticamente sbriciolato (da leggersi con accezione negativa) il calcio italiano.

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Moratti ha sintetizzato così le ultime sei partite:

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Tre rigori su quattro non c’erano.

Peccato che abbia dimenticato le altre frazioni:

  • cinque scudetti su cinque non sono mai esistiti, e uno su cinque non è mai stato nemmeno sfiorato;
  • un processo su due è stato una farsa, e l’altro l’ha dimostrato;
  • 1000 miliardi su 1000 sono stati praticamente buttati nel bilancio nerazzurro e non si ha nozione precisa di quanti ne siano stati regolarmente registrati e su quanti di questi sono state compiute speculazioni;
  • un arbitro su quaranta era stato avvicinato contro il regolamento e gli era stato offerto un posto di lavoro per un’operazione di spionaggio contro colleghi e dirigenti avversari;
  • un ex membro del CdA nerazzurro su 12 era stato messo a capo della FIGC, senza badare a un conflitto di interessi grande quanto una casa;
  • un articolo 6 su 2 è stato dimostrato, ma si è andati alla prescrizione e la squadra cui era riferito se l’é cavata, mentre
  • l’altro articolo 6 su 2 è stato trasformato in tre articoli 1 contro ogni logica giurisprudenziale;
  • un passaporto su 30 (l’allora rosa della squadra) era falso epperò la società ha patteggiato contro un regolamento molto chiaro e preciso in merito;
  • due contratti su 6 sono stati stipulati in modo illegale (leggi Thiago Motta e Diego Milito), ma nonostante un codice di giustizia sportiva molto preciso i protagonisti di questa vicenda l’hanno scampata brillantemente (se sfuggire alla Legge uguale per tutti può essere definito brillante).

Ci fermiamo qui con le frazioni sottolineando come queste, al contrario della prima enunciata da Moratti, godono di inconfutabile dimostrazione nei fatti.

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