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Mourinho ordina: fatevi espellere

Ero piccolo e giocavo in una delle categorie giovanili. Partita d’andata di un torneo molto importante. Ero diffidato ed ero in campo, regolarmente.

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Al minuto 50 circa (perché in quella categoria il tempo totale era fissato in 1 ora) vincevamo o 4-0 o 5-0, non me lo ricordo più. Ero stanco e mi è venuta una idea che io pensavo fosse geniale: mi faccio ammonire, salto il ritorno così mi riposo e gioco la finale fresco e con le gambe in palla. Detto… fatto. Supertrattenuta, credo pure di essermi portato a casa un pezzo di maglia dell’avversario. Cartellino giallo sacrosanto e partita conclusa. Triplice fischio e sotto la doccia. Si avvicina quel grandissimo Mister di cui conservo un ricordo immenso e mi chiede perché quella trattenuta. Pensavo di essere intelligente o furbo e così gli ho rivelato il mio pensiero. Mi riposo – ho detto – e così sono fresco per la finale. Compiaciuto va via. La semifinale di ritorno fu una passeggiata. Il giorno prima della finale, durante l’ultimo allenamento, appena finita la doccia, tutti riuniti per le convocazioni. 16 ragazzi su 17 disponibili andranno a giocare la finale. Il diciassettesimo ero io. Non giocherò la finale e finirò in tribuna. Chiedo perché e la risposta fu una cosa del tipo: “Ho bisogno di gente seria e tu hai dimostrato di non esserlo. Potevamo anche perdere il ritorno. Stai a casa o se vuoi puoi venire a vederti l partita”. Questa piccola frase, detta in un modo così tranquillo e corretto, vale più di mille allenamenti e corse. Da quel giorno credo di non aver più accettato consigli dall’istinto animale che è in tutti noi.

Questo fa da premessa alla vergogna cui ho assistito ieri sera guardando la Champions. Ajax-Real Madrid era una partita divertente. Molto bella, ma è stata rovinata da una cazzata vergognosa e meschina, propria della figura di Josè Mourinho. Cosa è successo?

Il Real Madrid aveva in campo un paio di ammoniti. Giusto un paio: Ramos e Xabi Alonso. Nel nuovo regolamento vale la seguente: le diffide si conservano dal girone di qualificazione agli scontri diretti dagli ottavi in poi e le squalifiche si scontano nel corso di tutto il torneo. Quindi Ramos e Xabi Alonso rischiavano di perdere l’ottavo di finale qualora avessero beccato il giallo nell’ultima giornata del gironcino di qualificazione.

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Dudek si alza dalla panchina e si avvicina a Casillas. Circa due minuti per trasferire l’ordine di Mourinho. Casillas riferisce ad Arbeloa che gira l’ordine ai diretti interessati. Punizione dalla propria area. Potrebbe battere Arbeloa o l’altro centrale, potrebbe, come consigliato dalle tattiche classiche, perfino battere il portiere. No: va Xabi Alonso. Prima finta, seconda finta, corsa rallentata. Vai, sì, ora batte: rincorsa, stop, ancora un saltello, un gesto con la mano. Dai, batti! Niente: l’arbitro si avvicina e tira fuori il secondo giallo per il regista. Xabi Alonso esce sorridendo.

Rimessa dal fondo. Potrebbe battere Casillas così come dalla notte dei tempi. Niente: va Ramos. Prima finta, seconda finta, rincorsa stoppata… ma, questa cosa l’ho già vista! L’arbitro si avvicina e tira fuori il giallo. Remake dell’espulsione di Xabi Alonso. Il Real finisce in 9. Ma poco importa: l’obiettivo, oltre la vittoria, è stato raggiunto.

Infatti, Xabi Alonso e Ramos potranno scontare la squalifica non giocando la sesta partita del girone e potendo iniziare gli ottavi di finale senza il problema delle diffide.

Qualcuno ha detto “geniale”, qualcun altro ha detto “è un talento” e via così. Per me è semplicemente vergognoso. E forse la UEFA prenderà provvedimenti perché si tratta, palesemente, di gesto antisportivo. Cerchiamo di dare il loro nome alle cose. Una cosa è fare fallo (solitamente la vecchia trattenuta), un’altra è richiedere in quel modo il cartellino giallo. Oggi purtroppo non sono riuscito a farmi un giro sui siti spagnoli, perché sono curioso di capire cosa ne pensano i tifosi blancos che, appunto, non sono né neri né azzurri né italiani!

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