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Napoli-Juve 3-1 E’ solo l’inizio

Nel momento in cui Diego è entrato in campo il mio dito è corso veloce verso il tasto di spegnimento del decoder. Ma ho pensato: ok, diamo fiducia a Zaccheroni e Diego. Ma quel tasto è stato premuto subito dopo, quando ho visto uscire Del Piero per Grygera. L’espressione del Capitano è delizioso: non rabbia, ma grande stimolo per Grygera. Sorride il Capitano, sorride per evitare di prendere a pugni l’ennesimo imbecille (e qui qualcuno dovrà ammettere che non ho sbagliato a dubitare di Zac, mi ero illuso per due partite chiedendo scusa, ma chiedo scusa di aver chiesto scusa) che si è accomodato in panca e voluto da Blanc.

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Al Capitano dedico i miei più sentiti auguri. Vai via, scappa come ha fatto Pavel Nedved. Vai all’estero, vai dove ti pare. Questa non è Juve, caro Alex, e noi ti saremo riconoscenti per sempre per quanto hai fatto.

L’inquadratura della regia ad un certo punto si è posata sulla panchina bianconera. Il cartellone luminoso segnava 3-1 per il Napoli, mentre la telecamera inquadrava nell’ordine Giovinco, Camoranesi, Trezeguet e Del Piero. In campo Grygera, Diego e Zebina. Non ho più parole, né parolacce.

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Perfino Platini all’estero ha alzato la voce. Abbastanza sorprendente ma ciò dimostra proprio che il fondo è stato toccato, e anche più volte. Non c’è lo spirito e anche Zaccheroni ci mette del proprio. Non ci sono idee, non c’è un comando, non c’è un padrone degli intenti che sono propri della Juve. Per questo penso che questa cosa non sia Juve.

Proprio in un periodo in cui in Tribunale accadono fatti strani, proprio quando l’attenzione dovrebbe essere riposta sugli sviluppi di Calciopoli, Blanc ed Elkan che hanno venduto la Juve continuano la sceneggiata iniziata ormai 4 anni fa. I risultati e i tonfi della Juve non sono casuali, né c’entra in qualche modo l’umidità di Vinovo. E’ un progetto specifico per distogliere l’attenzione verso altri fatti e fattacci.

Mi giunge voce all’orecchio che le curve rimarranno al di fuori dello stadio domenica pomeriggio. Mai sono stato così d’accordo con questi giovanotti dal tifo un po’ diverso dal mio. La Juve non c’è più e dobbiamo far fuori chi quella Juve l’ha venduta per un po’ di gloria personale, solo per poter apparire in TV con la sovrimpressione “Presidente” o “Amministratore Delegato”. La Juve non c’è più e dobbiamo riprendercela. Noi e solo noi. Con le buone e con le cattive maniere. Questo è solo l’inizio!

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