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Napoli e Juve: sarà decisiva?

E’ la domanda che frulla in testa a molti. Per la verità a Torino hanno la risposta: no, non è decisiva. Per il semplice motivo che basterebbe analizzare questo inizio di 2013. Mancano ancora tante giornate, tanti altri scontri importanti per davvero credere che al San Paolo sia decisiva.

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Se la Juve avesse fatto la Juve a quest’ora il campionato sarebbe veramente chiuso, forte del vantaggio a due cifre che i bianconeri potrebbero avere. Se solo non avessero buttato al vento partite già vinte. Ma fa parte del gioco del calcio e quindi si arriverà al big match con 6 punti di vantaggio.

Il dubbio Chiellini da una parte, le lamentele dall’altra. Mazzarri se la prende con i direttori di gara dimenticando che da 33 partite la sua squadra non subisce un rigore contro. Eppure ce n’era giusto uno nell’ultima sfida con l’Udinese, piuttosto netto. Ma Mazzarri ha imparato che l’importante è lamentarsi. E’ lo scudo per errori e impotenza, imprecisioni e momenti no. Se poi dall’altra parte c’è la Juve, ancora meglio.

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Restando a Torino la Juve si appresta a recuperare l’ultimo pezzo del suo meraviglioso puzzle. Quel Chiellini che, a detta di tutti, è un perno insostituibile della difesa. Con lui in campo Juve al tappeto soltanto una volta e pochissimi gol subiti. Occorrerebbe riprendere il cammino come un anno fa, quando da marzo in poi la Juve mise la freccia e salutò tutti.

E se la difesa non lascia dubbi, il centrocampo ancora meno. Conte dovrà davvero usare tutta la diplomazia del mondo per lasciare fuori uno fra Vidal, Marchisio e Pogba. Non fatemi la domanda: a oggi, non saprei chi tenere in panchina. Il francesino rischia di scompaginare le gerarchie e a memoria, Del Piero a parte, non ricordo un altro 19enne capace di innescare così tanti dubbi positivi. Il cileno e il Principino non si toccano, figuriamoci. Pirlo non si discute e allora possiamo davvero star tranquilli: qualunque sia il terzetto la Juve avrà un potenziale enorme da sfruttare.

Davanti qualcosa manca. Quagliarella è in punizione, ormai è lampante. L’educazione prima di tutto, mica siamo altre società. Vucinic è il preferito da Conte (e ne capiamo i motivi), Anelka ancora inutilizzato. Sarà Matri a fare la prima punta, magari sperando torni a mostrarci “la mano pignetta”. E Giovinco si accomoderà in panchina entrando a partita in corso.

La Juve vanta un miglior attacco rispetto allo scorso anno, uno dei più prolifici guardando le statistiche dal 1994 a oggi. Eppure sembra non bastare. Perché il campo avrebbe potuto mostrare ben altri numeri, superiori a questi. Così rido quando sento che Conte deve andare via, che Pogba verrà ceduto, che Vidal è meglio venderlo. E sento pure l’odore della paura. A Torino invece l’aria è bella profumata. Contesti.

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