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Napoli-Juventus 2-0 Vietato parlare di moviola

Baricentro basso, scarse alternative. La Juve si trascina da Napoli leccandosi le ferite. Quelle al pullman e quelle legate alla stanchezza. Poche alternative, nel numero e nella qualità. Più un pizzico di moviola. Ecco come si spiega la sconfitta di Napoli.

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Senza Tevez, in questo periodo, la Juve perde tanto. Troppo. La furia dell’argentino è benzina pura per tutti gli altri in campo. Le sue sgroppate, la sua fisicità e la sua immensa classe riescono a nascondere i periodi di appannamento durante una partita. Ieri non è accaduto. Né Llorente né Osvaldo hanno saputo dare un’impronta chiara agli attacchi bianconeri. Ci si è messo pure Vidal, che ora osserverà due turni di riposo, fra giovedì e lunedì.

Un Napoli con maggiori motivazioni ha trovato una Juve attendista. Che siamo sulle gambe lo si capisce dal baricentro basso. A un certo punto Llorente e Osvaldo navigavano a centrocampo, in un pressing sconclusionato. Eppure è servito un gol in fuorigioco per avere la meglio dei bianconeri.

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Vietato comunque parlare di moviola. Non sia mai. Poco ci manca e si tira il fuori il complotto al contrario: è la Juve stessa a essersi fatta del male per sviare i sospetti. Ma se può servire ad alleviare il mal di stomaco di metà Italia, allora va bene perdere una volta ogni tre mesi.

Testa a giovedì. Quando rientrerà Tevez. Quando Asamoah si riprenderà la fascia sinistra: che senso aveva spostare Lichtsteiner, quando Isla val bene sia a sinistra sia a destra? A proposito: converrà monetizzare il cileno facendo rientrare uno dei ragazzi che abbiamo in giro in Italia. Almeno tre ghiotte occasioni sprecate per paura, per mancanza di rabbia, per mancanza di tecnica soddisfacente. Corre, ma a noi serve un’ala vera.

Il problema è semmai Pogba. Confuso, appare anche molto poco sereno. Alterna giocate da fenomeno puro a ingenuità pesanti. Che ci sia lo zampino di quel pizzaiolo che di mestiere fa il procuratore? Comincio a odiare queste persone, soprattutto perché rischiano di far impazzire un ragazzo che a 20 anni avrebbe bisogno di tranquillità per continuare a crescere. Deve essere bravo Conte a riportarlo sulla terra, facendogli capire come si diventa campione. Più efficacia, meno tocchi di fino.

L’ultimo pensiero va a Buffon. Anzi no: davvero volete la pagella di questo numero uno?

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