Qualcuno dice ci sia più gusto. Il gusto della sfida. Il gusto di affrontare le difficoltà. Napoli – Juventus è sempre stata così.

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E’ un po’ questo il senso per Max Allegri. Periodo non roseo, ma nemmeno drammatico quando la lezione appresa è che è stata la stessa Juve a battere la Juve (anche pareggiarsi!). Problema di demerito, più che valore dell’avversario.

Ciò significa intervenire mentalmente. Il problema è tutto lì: tensione mentale, attenzione, fame, rabbia agonistica. la corsa delle gambe non è opportunamente comandata dal grado di voglia della mente. Conte in questo era un mago. Ma Conte è il passato. E i più anziani del gruppo devono guidare e trainare i più giovani, o anche i più stanchi. A partire da Napoli – Juventus.

Mercato a parte, stasera a Napoli è una di quelle sfide affascinanti e pericolose. Ma non c’è fascino se non c’è pericolo. E badiamo: il pericolo è quello di non prendere, ancora una volta, i 3 punti.

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Il violino di Garcia è pronto a suonare ancora una volta, mentre a Torino badano bene a giocare, a far parlare il campo. Più che parlare abbiamo ultimamente tossito, per cui riprendiamoci la salute.

Dubbio Lichtsteiner: leggermente acciaccato lo svizzero. Al rientro Caceres, ma siederà in panchina. Davanti Morata spera, ma pensiamo sia Llorente il destinato a una maglia da titolare.

Trasferta vietata ai tifosi bianconeri. Le cause sono da melodramma tutto italiano.

#ersistema colpisce ancora.

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