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Napoli: la cena è arrivata… alla frutta?

Nonostante il titolo non sia dei più amichevoli, l’intento di questo articolo è tutto tranne che provocatorio. Semplicemente cerchiamo di mettere d’accordo le dichiarazioni dei vari protagonisti della società che, più di tutte in Italia, ha meriti. Ma anche oneri, molti dei quali non rispettati.

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Rispetto, ecco, è la parola sempre poco utilizzata. Mal capita, di certo scarsamente attuata.

Serve rispetto: per l’avversario, per i colleghi, per chi lavora in questo mondo del pallone.

Il Presidente De Laurentiis – e mi scuso se troppe volte mi sto occupando delle sue uscite – ha frainteso forse questo mondo. Ligabue cantava

[...] Il mondo non gira o almeno non come volevi tu

e il simpatico presidente del Napoli dovrebbe prenderne atto.

Dalle parolacce ai suo colleghi presidenti dopo la presentazione del calendario, alle ridicole proposte dopo il sorteggio Champions, passando per una spavalderia giustificata dopo la vittoria col Milan… e adesso?

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Adesso le dichiarazioni hanno preso un’altra piega. Sconfitta contro il Chievo, bestia nera degli azzurri, e ora il pari contro la Fiorentina. A bilancio sono cinque punti persi, non certamente uno guadagnato. E il problema non è tanto questo, piuttosto il concetto che viene presentato alla stampa.

Mazzarri ha sperimentato un turnover che non può dare le stesse garanzie dei titolari. Con tutto il rispetto per i sostituti, compreso il pacchetto che Massimo Moratti ha rifilato all’amico Aurelio (leggi Pandev), il trio delle meraviglie non può essere sostituito senza perderne in qualità, efficacia e, di riflesso, in punti in classifica. Non si spiega in altro modo la netta differenza fra il Napoli delle prime partite e il Napoli delle ultime due partite.

Il “ci sono troppe gare da giocare” di Mazzarri e il “siete delle merde” di De Laurentiis (allusione al fatto che qualcuno, i soliti noti, abbiano voluto danneggiare il Napoli) non fanno il paio con una realtà anche troppo semplice.

Se vuoi diventare grande… devi comportarti da grande. Pure Milan e Udinese, Barcelona e ManCity hanno un calendario, hanno diverse partite da giocare in brevi periodi, hanno la necessità di rifiatare, fanno turnover. Senza contare che alcune di queste squadre hanno una sfilza di infortunati da far paura (leggi Milan). Eppure tentano di comportarsi da grandi.

Sono giustificazioni vuote, allarmi inutili e una provocazione senza bersaglio. Con chi ce l’hanno Mazzarri e De Laurentiis? Con la UEFA: che scrivano una bella letterina e se ne parla tutti insieme? Con la FIGC? Beh, in tal caso è ancora più semplice: gli amici di Aurelio, cioè Cellino-Moratti-Galliani, contano più di tutti e hanno un potere importante. Basta alzare la cornetta.

E sarei pure curioso delle soluzioni proposte: si interrompe il campionato così il Napoli può dedicarsi alla Champions? Si gioca la Champions solo a luglio? O si decide un calendario dove si gioca sempre e solo la domenica, eliminando le partite infrasettimanali?

Il Napoli semplicemente sta sperimentando lo stress delle grandi: ogni 3 giorni si va in campo e se il risultato non arriva ecco che bisogna tenere a bada la piazza, i giornali, la stanchezza mentale dei propri giocatori. La rosa attuale dei partenopei è di grande livello. Non eccelso, ma sicuramente negli undici titolari può vantare gente importante, calibri da novanta. Serve pazienza, lavoro e quel pizzico che di umiltà che risulta poi fondamentale per farsi scivolare addosso le critiche, le sconfitte, la stanchezza. Altrimenti si rischia di vuol essere grandi a tutti i costi, con tutti i rischi del caso.

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