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Natale in testa: regia Antonio Conte… e non è un film

Domani notte sarà Natale e come per magia la Juve regala ai suoi tifosi il primato della classifica.

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Finisse oggi il campionato andrebbe alla Juve. Dettaglio, stupido dettaglio, ma val la pena sottolinearlo visto l’Italia è uno dei Paesi col maggior tasso di disinformazione del mondo.

Natale in testa, quindi, con ampio merito e in modo meritocratico, come non accadeva da anni.

I fattori che hanno portato a Torino il primato sono diversi:

  1. cambio di mentalità imposto da Antonio Conte: il condottiero ha praticamente spazzato via la mediocrità delle ultime stagioni facendo ritrovare lo spirito Juve, il DNA di un gruppo che non ci sta a perdere e che da oltre 100 anni è abituato a comandare;
  2. inserimenti di gente di qualità in ogni reparto: ottimo lo spostamento a sinistra di Chiellini, lussuoso Lichtsteiner a destra, perfetto l’acquisto di Vidal, e poi ancora il colpo del secolo (cit. Buffon) Pirlo e l’acquisto di Vucinic. A ciò andrebbe aggiunta la crescita esponenziale di Barzagli e Marchisio e Pepe;
  3. panchina più lunga e più affidabile: i vari Giaccherini, Estigarribia, lo stesso Pazienza, Quagliarella, garantiscono tutti un rendimento molto positivo in caso di defezioni, assenze o stanchezza;
  4. cambio di modulo in corsa per adattare meglio i giocatori in campo: Conte è stato un genio a leggere la corretta impostazione tattica preferendo un centrocampo con i tre tenori e un attaccante in meno. In realtà durante la partita la Juve cambia pelle in modo improvviso varando il 4-3-3 o addirittura un 3-5-2.

Detto ciò non si fa fatica a notare come il Babbo Natale bianconero abbia un nome, e un nome solo: Antonio Conte.

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E chi ce lo ha mandato? La Divina Provvidenza?

Le sue conferenze stampa sono uno spettacolo. Chi lo ricordava impulsivo e cattivo in campo si è dovuto ricredere: questo qui è abbastanza intelligente da aver smontato ogni forma di polemica o di esaltazione proveniente dalla stampa (che amica proprio non riesco a vederla: sarò cieco?). Questo ha dimostrato ogni volta di saper scegliere le giuste parole in funzione del momento.

Ha caricato un intero gruppo di così tanta cattiveria agonistica che ogni formazione che ha incontrato la Juve è stata spazzata via prima sul piano psicologico, poi, e questo è oggettivo e sta scritto nei numeri, sul piano del gioco.

Mai visto giocare la Juve così, con un possesso palla molto ordinato ed efficace, con una valanga di occasioni create (vero cruccio mio e non solo: concretizziamo pochissimo) e una intensità che altre squadre non hanno. Merito di Conte, merito del suo staff e mi viene da chiedere: che razza di lavoro hanno fatto le precedenti gestioni?

E adesso arriva gennaio. Gennaio porta in sé un piccolo vizio tutto italiano, ma non solo: il calciomercato. E probabilmente, cari lettori, sarà questo l’argomento principale di questo blog. Almeno fino a quando non sentirò il fischio di un arbitro: a quel punto la Juve sarà tornata in campo e sempre a quel punto servirà la vittoria. Non è vero Mister Conte?

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