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Nazionale Italiana: quanta Juve?!

Stavo rileggendo le convocazioni del Commissario Tecnico Cesare Prandelli, uno che ha vestito la maglia bianconera e uno che la Juve l’ha già sfiorata nel 2004 (Moggi propendeva più per Deschamps, in verità, ma poi arrivò Capello, trattativa lampo chiusa in 48 ore). E stavo riflettendo su quel senso di pazienza e di attesa che i tifosi bianconeri hanno un po’ smarrito. C’è da mangiarsi le mani, c’è da rimproverare una dieci cento volte chi ha gestito in malo modo una rosa che, ad oggi, poteva realmente essere molto competitiva. Un progetto cominciato soltanto a parole, mai nei fatti. L’aveva già capito Deschamps quando si sfogò in quel modo rassegnando le dimissioni. E serviva ascoltare la sua intelligenza per tenersi stretti molti giovani, serrare i denti e vivere un paio di anni di transizione in attesa di una crescita collettiva che è poi effettivamente avvenuta.Chiariamo subito di cosa stiamo parlando.

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A rileggere le convocazioni saltano in mente subito un paio di dettagli:

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  1. nonostante tutto, sono ben 6 i giocatori che militano nella Juventus di Gianluigi Del Neri: Buffon, Bonucci, Chiellini, Aquilani, Marchisio, Matri. A questi potrebbe essere aggiunto tranquillamente l’infortunato Quagliarella che avrebbe meritato la convocazione (fra l’altro, è suo uno degli ultimi gol della Nazionale di Prandelli);
  2. sono ben 5 gli ex bianconeri, di quelli che la Juve l’hanno vissuta per poco o per pochissimo o abbastanza per conoscerne bene il reale valore: Federico Balzaretti (lanciato da Capello ed elemento fondamentale per la stagione in Serie B), Domenico Criscito (bruciato, che sia maledetto, dal tecnico Claudio Ranieri e ora conteso da mezza Europa), Gastaldello (per lui pochissime apparizioni in età giovanile), Antonio Nocerino (6 mesi da grandissimo nel primo anno di Torneo Aziendale, riuscì a scavalcare nelle gerarchie interne Almiron e Tiago, niente di che! Poi venne scambiato per Amauri), Sebastian Giovinco (uno che se fosse in Inghilterra sarebbe già titolare della Prima Squadra, invece a Torino devono ancora decidere che farne del suo cartellino, e cercano ancora un erede di Alessandro Del Piero);
  3. ci sono, infine, ma qui giochiamo al fantacalcio, alcuni personaggi che Marotta ha direttamente trattato o ai quali Marotta ha pensato durante i 50 giorni di trattative frenetiche di luglio-agosto 2010: Giampaolo Pazzini e Giuseppe Rossi.

Escluso il punto 3, i primi due punti sono inattaccabili. Basti pensare soprattutto ad alcuni nomi tipo Criscito e Balzaretti e Sebastiano Giovinco per capire come la Juve abbia gettato al vento opportunità rarissime. Gente da Juve, gente fondamentale per la costruzione, gente che poteva tappare gli enormi buchi riscontrati in questi anni. Gente che in quei ruoli poteva realmente essere protagonista, oggi che la Juve cerca proprio quel tipo di giocatore. Cioè due terzini e uno in grado di dare il cambio di marcia in fatto di qualità. E pensando a loro mi chiedo perché tutti si affannano a sputare concetti quali “pazienza”, “serve programmazione” se poi nessuno li mette in pratica. Troppe parole, pochi fatti.

Adesso la Juve deve rincorrere tanti nomi costosi, tanti nomi che potrebbero incrementare la qualità della rosa. A costo zero i campioncini se li era costruiti in casa, frutto delle scelte e del talento di Luciano Moggi e di una Primavera eccezionale, come pochi settori giovanili in Italia. Ma c’è davvero la voglia di investire nei vivai? I fatti dicono di no.

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