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Nessun provvedimento per lo striscione su Pessotto

E’ il Paese più bello del mondo, dove quello che non è reale viene spacciato per tale e dove chi arriva terzo poi si cuce addosso lo stemma di chi vince.

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Dove chiunque può permettersi di oltraggiare la vita umana con striscioni e cori senza per questo essere punito.

Dove chi compie un reato può continuare la carriera di dirigente e chi invece dimostra il non-reato viene condannato.

Dove se ti butti epperò indossi una maglia a strisce rosso e nero allora sei smaliziato e ricevi un vantaggio, e dove se vieni abbattuto epperò indossi una maglia a strisce bianco e nero allora sei un piagnone o, peggio, uno che vuole fare il furbo.

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Dove per tre “non si può” vieni squalificato e dove il dirigente che non è in distinta e insulta nel tunnel per gli spogliatoi un avversario, lui sì in distinta, non vieni squalificato, anzi additato come grande dirigente.

Dove media e potere vanno di pari passo coi soldi e il becero livello di qualità morale ed etico di questo Paese. Dove la deontologia professionale è sconosciuta ai professionisti dell’informazione se questa deve essere applicata alle cose di casa Juve.

Dove puoi infangare liberamente… purché infanghi la Juve e i suoi tifosi, così, per il solo gusto di farlo.

Dove si devono abbassare i toni se chi li alza ha mille ragioni per farlo, e dove i toni si devono alzare quando i potenti di cui sopra non vengono protetti a sufficienza.

Dove una persona di buon senso… proprio non vorrebbe vivere.

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