L’arringa di De Rensis, avvocato di Conte: “Dove sono le prove?”

Sembra questa la domanda a cui nessuno vuole rispondere. Dove sono le prove? Anzi: perché le prove a confutazione non valgono e non devono valere. Forse in Iraq si fa così, forse si faceva così ai tempi di Stalin, non certo in un paese democratico, almen così dicono dell’Italia.

Ecco l’arringa di De Rensis, avvocato di Antonio Conte:

Non abbiamo riscontri, c’è la parola di una persona, non c’è un’intercettazione, un de relato, un passaggio di soldi, non c’è più niente. Io non sono qui a raccontarvi la favola che Carobbio non è credibile. Carobbio è credibile, ma non è il solo credibile. Quando ci troviamo di fronte a un’incolpazione, laddove non ci sono altri riscontri, bisogna chiamare il dichiarante in correità. La genesi dichiaratoria di Carobbio è molto diversa da quella di Gervasoni, lo chiamerei un ‘utilizzatore’ di interrogatori. Nelle dichiarazioni del 19 gennaio a Cremona, quello è l’interrogatorio degli interrogatori, e in quella sede Conte non esiste. Carobbio non se lo ricorda, se lo ricorda il 29 febbraio quando va davanti alla procura federale. Le sue accuse vanno contro la storia di Conte, i 20 mesi patteggiati sono la prova provata di un interesse. Siamo in un vortice in cui ci viviamo. Diciamo Carobbio e credibile, Gervasoni è credibile, ma poi uno dice bianco e uno nero. Salvini dice che Carobbio non è del tutto trasparente in alcuni passaggi. Ma se Carobbio fa tutte quelle chiamate con una scheda di un egiziano e parlava con Ilievski, e aveva detto il 29 febbraio che con lui non aveva avuto più alcun contatto, dovrete spiegarmelo nelle motivazioni il perché continuate a credergli. Ci sono state contraddizioni enormi, e ammetterlo per voi significherebbe fortificare il vostro processo, non destituirlo. Questa non è giustizia ma uno scontro puro. Leggete l’audizione del 10 luglio di Carobbio, è una buccia di banana, c’è un silenzio che parla: le telefonate in ritiro con Ilievski. Non poteva dire niente lì, e nessuno glielo ha chiesto. Sarebbe stata la prima cosa che gli avrei chiesto.

Noi ci limitiamo ad annotare paurose coincidenze:

  1. Carobbio parla a gennaio e non cita Conte; parla poi il 29 febbraio, quattro giorni dopo che Conte aveva detto “Proprio voi che siete la mafia del calcio?”. Due giorni dopo che la Gazzetta aveva cominciato un durissimo attacco contro Conte;
  2. Carobbio parla, si smentisce da solo, riparla e contraddice il vecchio interrogatorio, ma per Palazzi è credibile. E’ credibile solo quando parla di Conte, però. In tutte le altre dichiarazioni non lo è più;
  3. attenzione al trucco: Palazzi non vuole che al Processo vengano introdotte nuove prove per la difesa. In Iraq era concesso, almeno questo era concesso;
  4. Ilievski è il signore che ha dettato il libro a Mensurati, un signore che scrive per Repubblica e che da tempo sta disinformando a piene mani su questo argomento.

Tutto torna: tutto torna in base al nostro pensiero che Conte non c’entra nulla. E’ solo un effetto collaterale del durissimo attacco che la FIGC sta portando avanti contro la Juve. E ripetiamo ancora: noi siamo qui, siamo pronti a sostenere la Società. Attendiamo solo un segno. 

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6 comments on “L’arringa di De Rensis, avvocato di Conte: “Dove sono le prove?”

  1. Giustizia “da operetta”! Peccato che sia rivolta sempre e soltanto in una unica direzione! Palazzi deve ancora spiegarci del perchè ci ha impiegato 5 anni per deferire l’Inter! Ci aspettiamo la medesima severità per Napoli, Inter e Lazio.

  2. con questa inquisizione difficilmente troveremo giustizia. aspettiamo le mosse di ANDREA AGNELLI che oggi e’ stato durissimo. credo che oggi abbia capito con chi ha a che fare, forse lo sapeva, ma oggi ha avuto la conferma ufficiale. avanti in tutti i gradi di giudizio e battaglia senza quartiere. vecchia signora.com ha annunciato una manifestazione a roma davanti alla sede della FEDERAZIONE ITALIANA GIULLARI da CIRCO. a breve daranno comunicazioni.

  3. Non conosco l’avv. De Rensis e non m’intendo di Giurisprudenza, però sono convinto che la difesa di Conte, abbia accettato, con piacere, il deferimento del loro assistito.
    Quanto detto dall’avvocato, nella sua arringa, perchè non lo ha detto a Palazzi ed evitare il deferimento????
    Se, invece, lo ha detto a Palazzi e non ha prodotto gli effetti desiderati, perchè ripetere le stesse cose???

  4. Dove sono le prove? Non ci sono.
    Tuttavia questa domanda l’avvocato la doveva fare all’inizio del processo, invece di cedere al patteggiamento cadendo nella trappola fatta dall’incompetente Palazzi.

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