E’ un Andrea Pirlo davvero rigenerato quello che Prandelli si ritrova in Nazionale. Come è cambiata la sua vita in questi 12 mesi?
Lo scorso maggio, appena un anno fa, la Juve gli affidava il durissimo compito di ammorbidire tifosi adirati per i brutti risultati sul campo. E lui accettò la sfida calandosi nel ruolo di leader. Leader silenzioso, ma fondamentale. E non stiamo parlando della classe immensa che regala ogni volta che tocca palla, ma parliamo proprio della personalità imposta a tutti i compagni. Uno dei tanti segreti di questa strepitosa stagione. E l’Italia ringrazia, perché quelle che seguono sono parole che caricano tutto il gruppo azzurro:
Questa nazionale può sicuramente assomigliare alla mia Juve. Partiamo in prima fila. Abbiamo tutto per fare bene.
Parole che stonano con le frasi recenti di Prandelli che aveva detto “andiamo lì, ma non per vincere”, probabilmente per allontanare un po’ di tensione dai ragazzi.
Ai microfoni della RAI Pirlo non risparmia una frecciatina per il Milan che lo ha prima scaricato come calciatore, poi maltrattato come uomo con un paio di uscite senza senso sul sito ufficiale rossonero:
Al Milan pensavano fossi finito invece sono ancora qui. Non so se continuerò in Azzurro fino al mondiale 2014, vediamo se sarò ancora utile, se sarò ancora chiamato.
Certo se manterrà il livello di prestazioni di quest’anno sarà complicato non chiamarlo in Nazionale.




