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Novità a Pinzolo: festa per Diego e possibile nuovo ruolo

Si parte e a Pinzolo c’è tanto entusiasmo. Tanto, ma non tantissimo per quanto mi hanno detto. Insomma, i tristi ricordi di questi quattro anni hanno reso noi tifosi fiduciosi sì, ma non troppo. Non dico diffidenza, ma c’è la ferrea volontà di non concedere sconti a nessuno.

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La Federazione ha partorito la cazzata. La riduzione del numero di extracomunitari ha di fatto tagliato le gambe a Del Neri e Marotta. Non si fa fatica a legare tale rabbia ai nomi di Krasic (l’esterno) e Dzeko (la punta). Purtroppo servirebbero entrambi e il nervosismo di Marotta, trapelato dalle parole e dalle smorfie, è indice di quanto si sospettava: la Juve ha ancora da fare sul mercato e forse i colpi migliori devono ancora arrivare. E quindi si comincia a sfogliare la margherita: Krasic o Dzeko, Dzeko o Krasic? Servirebbero entrambi, per i ruoli e per i giocatori che sono. Servirebbero entrambi, ma la Juve potrà puntarne solo uno. Col rischio, enorme, di seguirne uno e lasciarseli scappare entrambi. E non deve accadere. Su chi punterà allora Marotta? Proviamo a ragionare in maniera diversa.

Quali sarebbero le alternative a Krasic e Dzeko? Per quanto riguarda le fasce laterali di centrocampo la Juve ha messo a segno Pepe, Martinez e Lanzafame, in questo preciso ordine cronologico. Non dimenticando Camoranesi che potrebbe rimanere (troppo rischioso venderlo in Italia, difficile all’estero), la Juve pare coperta. Al limite ci sarebbe giusto spazio per Krasic, esterno destro o sinistro, non fa differenza. Del Neri ama cambiare e invertire i ruoli e i quattro prima menzionati possono farlo. Se non Krasic l’uomo più interessante è il giovanotto olandese Elia. Stesso costo, età inferiore di quattro anni, passaporto comunitario. Diversamente, non esistono uomini di pari valore a Dzeko. E se esistono costano un boato. Ergo, la Juve insisterà su Dzeko e qualora non riuscisse a prenderlo virerà su Krasic. Ma è un’operazione facile? Intendo, come si può congelare Krasic con un doppiogiochismo imbarazzante? La palla passa a Marotta, senza dimenticare che Del Neri pare aver espresso comunque gradimento per il reparto d’attacco, convinto come è di Del Piero, di poter recuperare Amauri, di Iaquinta e del recupero fisico di Trezeguet. Nonostante l’età media dei quattro sia elevata.

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Motta, Zebina, De Ceglie e Grosso. Sono, al momento, i quattro terzini che la Juve intende tenere, in attesa di sviluppi sul fronte mercato. Due per fascia. Grygera e gli altri sono fuori gioco e verranno ceduti. Prima o poi, verranno ceduti. In zona centrale c’è spazio per un colpo a sorpresa e non credo sia Mexes (prezzo elevato, competizione interna elevata). Si dovrà invece decidere circa il centrocampo.

Con un solo tempo, anzi metà, Felipe Melo ha d’un tratto rovinato tutto. Venderlo non si può più, a meno di chiedere la metà del prezzo che fu pagato appena un anno fa. Scambiarlo sarà difficile. E certo quell’idea di darlo al Milan non è geniale: ricordiamoci di Davids e cerchiamo di non ripetere, all’inverso, l’errore.

Intanto a Pinzolo si comincia a lavorare. De Bellis pare una macchina: per ogni uomo c’è un piano e un progetto, speriamo solo siano tutti azzeccati. La novità assoluta riguarda l’accoglienza per Diego. Il brasiliano, dipinto come un separato in casa, pare invece proprio a suo agio. Sereno (la descrizione di chi gli sta vicino) e convinto (di poter far cambiare idea ai detrattori). Gigi Del Neri lo ha provato in cabina di regia, o meglio lo proverà in questo ruolo. Marchisio e Sissoko sono i due protagonisti del centrocampo bianconero e sono intoccabili. Felipe Melo proverà ad aggiustarsi la capoccia, ma sarà difficile. Sono infatti curioso di sapere cosa faranno Marotta e Del Neri per recuperarlo. Tornando a Diego, il nuovo tecnico juventino è stato chiaro: niente rombo, niente Diego dietro due punte. Piuttosto andrebbe fatto giocare dietro un attaccante o in cabina di regia, tipo Pirlo o qualcosa del genere. I piedi del brasiliano non si discutono, tocca alle ali disciplinare il suo lavoro tattico e agli attaccanti proporsi nella maniera corretta. Due cose che l’anno scorso sono clamorosamente mancate e per questi motivi Diego si è inabissato. Vedremo, vedremo. L’affetto del pubblico comunque spinge a provarci. Una seconda possibilità non si nega a nessuno, o no?

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