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Oggi ne ho per tutti: Bruno Conti, Galliani e Prandelli

Dopo la partitaccia contro la Roma Marotta, che di mestiere fa il Direttore Generale della Juve, ha cortesemente fatto notare che la cooperativa bianconera è stata chiusa a maggio del 2010 e al posto di quella cosetta là è subentrata la Juve, così come prima del 2006. Ciò significa che prenderemo ancora bastonate a livello politico, ma stavolta la voce è presente ed è quella autorevole di un Presidente che si chiama Andrea Agnelli e quella di una Società, stavolta vera, che è rappresentata da Del Neri e Marotta. I quali, questi ultimi, hanno semplicemente fatto notare come certe direzioni di gara possono capitare, ma non possono essere la regola e francamente, per adesso, non si può parlare in questi termini. Solo che, mentre noi possiamo buttare giù un bilancio di episodi a favore e contro, le dirette avversarie per la corsa alla Champions possono contare su un tale apparato di fuoco, mediatico e non, che noi non abbiamo mai avuto. Tale apparato di fuoco che è ben rappresentato da Gazzetta, Domenica Sportiva, Controcampo, Mediaset Premium e poco altro ha prodotto qualche buon vantaggio alla Juve, mai negato, e molti svantaggi a cominciare dalla differenza di analisi e punizione per falli/simulazioni. Differenza in negativo per la Juve, in positivo, fra le altre, per Milan e Seconda Squadra di Milano. Evidente, documentabile, altamente inconfutabile. Tutto qua. Noi continuiamo ad allenarci e tentare di sopperire alle tante assenze e se dobbiamo perdere vorremmo farlo con onore. Tanto capiterà di perdere perché è nella logica di questa nuova Juve. Niente paura.

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Invece no. Proprio la nuova Juve sembra fare paura al Palazzo che, da Napoli informano, è sempre più scricchiolante e debole. E allora arrivano le repliche. Quando Moratti tentò di dare un colpetto alla nuova dirigenza plasmata da Andrea Agnelli ricevette il ben servito da questo grande Presidente che lo massacrò a colpi di ironie e provocazioni giudiziarie. Di fatto Andrea Agnelli consigliò di non mischiare la merda col cioccolato e da allora non si sente più Moratti tirare in ballo la Juve. Strano? No, logico! Grazie Andrea. Ci hanno provato da Roma, ma l’unico argomento sul quale si potrebbe discutere è il gol di Turone e allora si capisce bene il livello del discorso. Ora è il turno di Galliani, uno che è ancora a piede libero e non c’è motivo per cui tale situazione debba perdurare. Il Dottor Galliani ha tentato timidamente di reagire alle osservazioni di Marotta, ma non ha prodotto argomenti. Ecco il benservito:

Ecco la telefonata Meani-Ramaccioni- Galliani del 3 aprile 2005 ore 12.07 sul lo slittamento per la mor te del Papa: se ne parla, ma senza molti particola ri sul braccio di ferro di potere con Moggi e Capel lo nell’informativa del 21 gennaio 2006 e senza evi denziare il ruolo assunto dal Milan nella vicenda.

Via Tuttosport

Servirebbe la faccia come il culo, e infatti il dottore pare attrezzato.

Da Roma provano ad animare la discussione:

Al termine di un incontro, a caldo, può succedere di esagerare utilizzando termini magari troppo forti o inadeguati alla situazione -commenta Conti-. Marotta mi ha stupito, prima della partita abbiamo avuto modo di parlare, le dichiarazioni successive non sono da lui. Non ha detto cose carine e non ne capisco il motivo, ha sicuramente esagerato. In ogni caso le immagini parlano chiaro e penso che alla fine lui per primo si sia pentito di ciò che ha detto.

Via Tuttosport

Non vedo il motivo? Il motivo sono le punizioni non date sulla trequarti bianconera. Sono i 5 minuti di recupero e la non applicazione del regolamento che invece vale per Milan e Seconda Squadra di Milano. Così come la differenza di tale applicazione fra la fine del primo tempo e la fine del secondo tempo (cui non ha preso parte Chiellini per volere di Rizzoli). Così come pure la mancata prova televisiva per Borriello e la disparità di trattamento su Iaquinta (che aveva sentito tanti cori per la mamma, non proprio ben auguranti) e su Totti (che non ha avuto meglio da fare che prendersela con Storari e la curva bianconera). Ecco, quando qualcuno risponderà a tutte queste incongruenze, magari ne capiremo di più sui comportamenti da tenere in futuro. Per adesso c’è una dirigenza che ci protegge e noi siamo molto fieri e orgogliosi.

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Specialmente quando sento Andrea Agnelli, che ha bene in mente cosa è accaduto nel 2006 e in questi maledetti 4 anni, parlare in questo modo:

Al Milan non vale la pena di rispondere -ha ribadito Agnelli-, anche se quando ripenso a come è stato trattato il caso Krasic ricordo che il Milan giocava in serale quella domenica, dopo di noi e Robinho…

Via Tuttosport

C’è un tempo per prenderle e un tempo per darle. Il nostro tempo di prenderle è finito. E anche sul campo i frutti di questa inversione di tendenza si stanno vedendo. Sperando che al ritorno, a Torino contro il Milan, ci lascino schierare Krasic.

Dedico una riga a due pilastri di questa nuova Juve, perché era da tanto tempo che desideravo leggere quanto segue:

Riscatteremo Aquilani e Quagliarella

Via Tuttosport

E finisco con una risposta lampo a Prandelli che ha detto:

Balotelli? È maturo!

Io, e in Inghilterra, non me ne sono accorto. Ha solo maturato lo stipendio. Tutto qua. E non poi, ai tempi d’oggi, un grosso passo avanti.

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