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Onestamente, su quale base innescare le violenti polemiche contro la Juve?

In un paese che ha smarrito l’onestà, in un paese che ha violentato l’oggettività intellettuale dei fatti, proviamo ugualmente a segnalare un paio di storture che ci sembra doveroso segnalare.

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Cominciamo dalla prima e cioè dalla ferocia con cui la stampa e la TV si fionda contro la Juve al primo episodio a favore. Vorremmo aver tenuto il calcolo dei favori ai bianconeri, ma rischieremmo poi di pubblicare anche le decisioni avverse e allora preferiamo proprio di no. Ciononostante ci tocca dire come la classifica juventina non sia viziata proprio da nessun fatto positivo. Addirittura è Panorama a venirci in soccorso pubblicando la classifica senza errori arbitrali. A nostro avviso chi ha costruito questa classifica ha volutamente omesso qualche episodio interessante, ma già così la Juve è e resta prima, con addirittura più punti sulla seconda. Tanto per fare un esempio… l’Inter di Stramaccioni ha molti punti in più grazie a qualche favore in più. Machissenefrega, solo che tale dettaglio andrebbe sottolineato.

Continuiamo con la seconda, ormai storica riflessione: il doppiopesismo italiano. Rigore netto per il Chievo contro il Napoli, ma nessuna discussione e addirittura polemiche dei gialloblu silenziate come nel peggior sistema mafioso. Rigore netto per il Catania contro i nerazzurri, ma si è trattato di un maledetto errore che non rende onore all’Inter… nonostante non sia stato certo il primo degli enormi favori. Nella scorsa giornata altro regalo al Milan che finalmente ha saputo approfittarne imbarcando tre punti in classifica: ma la deficienza rossonera (intesa come qualità di rosa e di gioco) è talmente elevata che è sembrato brutto per gli opinionisti sottolineare il regalo arbitrale. Contro la Juve si è invece scatenato il putiferio che è arrivato alla richiesta di rigiocare la partita. Perché no?!?

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E arriviamo al punto focale della questione. Una società e una società sola è stata smantellata nel 2006, con metodi da terzo mondo, da inferno, da mafia elevata a istituzione. Da quella società ne è emersa una nuova, completamente nuova, con gente di assoluto rispetto e di una limpida carriera come Marotta e il suo braccio destro. Mentre Andrea Agnelli è alla sua prima esperienza da dirigente calcistico. In 12 mesi hanno costruito una delle corazzate più impressionanti, con risultati ragguardevoli in termini di record e vittorie. E’ scappata solo una finale di Coppa Italia che sarebbe bello rigiocare al netto del rigore su Marchisio che ci avrebbe portato sull’1-0: rigiochiamo pure questa?

La domanda sorge allora spontanea, come direbbe Lubrano: come può una società così nuova, in un sistema vecchio che non è cambiato affatto come il calcio italiano, essersi impadronita di tutto il potere (quale?) tale da determinare i campionati? Una risposta la dobbiamo avere, una risposta chiara e precisa. Perché a noi è più semplice pensare che tutto quello che non è cambiato, si chiami Moratti o Galliani, si chiami FIGC o AIA, sia ancora intatto e continui a perseverare nell’unico obiettivo di favorire qualcuno e bastonare il solito. La vicenda Conte lo dimostra piuttosto chiaramente, così come lo dimostrano gli oltre 100 giorni senza rigori dello scorso anno, così come lo dimostra questo avvio di stagione dove la Juve avrà beneficiato della buona condizione, delle giornate ok di Vidal, Vucinic e Giovinco, dello strepitoso centrocampo, certo del favore di Catania… ma nulla più.

E’ legittimo sentirsi allora accerchiati? E? legittimo sentirsi presi in giro da un giornalismo vigliacco e servo dei soliti padroni? E’ legittimo non credere al lavoro di chi le regole dovrebbe farle rispettare e invece le viola costantemente come a Milano? Sì è legittimo, anzi… ci da più forza per tifare di più, con maggiore orgoglio, alla caccia di risultati ancora più imbarazzanti. Ci dispiace… siamo juventini e come noi… nessun altro!

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