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Ora basta con le chiacchiere. Andiamo

Ora basta con le chiacchiere. C’erano due settimane da far passare, con l’impiccio delle nazionali e con il rischio di avere qualche giocatore infortunato, e quindi ci siamo dedicati alle parole ed alle polemiche, speriamo costruttive.

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Conte, Abete, Petrucci, Palazzi, il Tnas, Marotta, Bendtner, Jovetic, Ogbonna, Oreggia, De Paola, Criscito, Bonucci, Pepe,Vialli, Zeman,La Russa…

Di tutto, di più. Ci siamo divertiti e incazzati. Abbiamo subito qualche incursione dall’esterno nel nostro sito bellissimo, ma le risposte di @IoJuventino sono sempre state pronte e perentorie. Abbiamo anche discusso tra di noi, al solito pacatamente, con grande rispetto.

Abbiamo fatto della sana informazione che talvolta è stata vero giornalismo. Ora però basta con le chiacchiere, perché il campo ci chiama. E noi chiamiamo il CONI.

Genoa, Chelsea, Tnas.

Conte avrà spremuto a dovere il buon Bredtner ed avrà catechizzato i pochi rimasti ai suoi ordini (principalmente Chiellini, De Ceglie, Pepe, Quagliarella e Matri). Ora, a ranghi compatti, valuterà lo stato di forma di tutti, la condizione psicologica, l’adattabilità al tipo di partite, la distribuzione degli sforzi in tempi ristretti. Non che l’hanno scorso non abbiamo fatto esperienza: tra i recuperi infrasettimanali di campionato e le due semifinali di coppa con il Milan Conte ha già preso coscienza di certe situazioni, ma andare ad esordire in Champions League sul campo dei Campioni in carica è qualcosa di diverso. Tornare da lì imbattuti vorrebbe dire che il processo di crescita (così Conte lo ha sempre chiamato fin dall’anno scorso) è arrivato dove si voleva arrivasse. E saremmo pronti per ogni battaglia. Con la certezza di uscirne comunque a testa alta.

Ma bisogna alzare i ritmi e tornare ad avere fame.

La Nazionale ha dimostrato che Bulgaria e perfino Malta, se corrono più degli italiani e se hanno più grinta degli italiani (tra cui molti juventini), possono crearci grattacapi. Conte ha visto tutto e si sarà segnato tutto. Non avrà certo gradito il litigio in campo tra Bonucci e Pirlo e glielo avrà già detto guardandoli in faccia con gli occhi da tigre.

E questi giorni striglierà ancora di più tutti quanti in modo da risvegliare quella cattiveria agonistica che ha portato al trionfo dell’anno scorso.

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Non possono essere uno scudetto ed una Supercoppa a soddisfare la fame di chi da sei anni digiunava. Soprattutto se quel digiuno l’ha dovuto patire la Juventus. Soprattutto se il suo Condottiero si chiama Conte.

Ricorderà a tutti le incredibili palle goal sbagliate a Genova l’anno scorso, il goal annullato a Pepe, l’ingiustissimo pareggio. Ripeterà a tutti che milioni di anti-juventini stanno aspettando con impazienza e frustrazione la nostra sconfitta. E che noi non possiamo permettercela perché è ancora lunghissimo il cammino che abbiamo davanti. Anni e anni.

Indicherà gli uomini che dovranno dare tutto a Genova e quelli che dovranno risparmiarsi per il Chelsea. Se a Genova sarà dura, con il Chelsea sarà una battaglia. E Conte vorrà che tutti i suoi uomini abbiano gli occhi da tigre.

Lo scudetto li ha fatti diventare campioni. L’imbattibilità eroi. Ora l’Europa indica loro la strada del mito. Conte non lascerà nulla al caso.

E poi si preparerà per la sua battaglia personale davanti al Tnas dopo aver subito anche l’audizione di Bari, senza farla pesare alla squadra, ma ben sapendo che con lui ci saranno 14 milioni di juventini che festeggeranno con lui in caso di assoluzione ma che lo ameranno ancora di più in caso di conferma della pena.

Perché Conte è Conte indipendentemente dalla sentenza.

Noi tifosi abbiamo ancora fame, come Conte.

I giocatori ci seguano.

Andiamo.

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