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E ora parlo a Berlusconi

Ora mi rovino quel poco di reputazione che avevo.

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Mai e poi mai avrei voluto parlare di politica in un blog di sportivi, di juventini.

Ma devo parlare di Berlusconi, mi ci hanno tirato per i capelli, quei pochi che ho. E parlare di Berlusconi vuole dire, per forza di cose, parlare di politica. Anche se cercherò di farcela entrare il meno possibile. Anche perché paradossalmente Berlusconi, che vuol dire per i più proprio politica, con la politica, secondo me, non ha niente a che vedere.

È un’anomalia della politica. Inseritosi abilmente nella politica in un momento di crisi dei leaders (Tangentopoli) per farsi gli affari suoi.

Sgombriamo subito gli equivoci e non me ne vogliano gli eventuali juventini estimatori di Berlusconi o che comunque hanno votato PDL. Io, molto qualunquisticamente, mi disinteresso di politica, o meglio dei partiti, che sono altra cosa. Sono disgustato dai partiti e penso, sinceramente, che chiunque bazzichi certi ambienti lo faccia per interesse personale, siano essi di destra o di sinistra. Di sicuro non sono comunista, né tollero l’assistenzialismo statale:  sono libero professionista che paga fino all’ultimo centesimo di IRPEF lavorando 10 ore al giorno, 6 giorni  alla settimana. E difatti non sono ricco. Ma non sono certo estimatore di Berlusconi.

Per me sono tutti uguali: Fede non lo tolleravo, come non tollero Santoro. Come non tollero tutti quelli schierati a prescindere.

Ma perché Berlusconi con IOJUVENTINO?

Prendo spunto dall’articolo di Rossorainbow, dove si parla di Mondadori, Topolino e Rubentus. Io non so se il Cavaliere fosse a conoscenza della pubblicazione, ma poco mi fa differenza. Lui è l’ispiratore dei comportamenti dei figli e dei seguaci. Manipolare, con la pubblicità occulta o meno, con le lusinghe o con i soldi, la mente degli adulti non è bello, ma fessi quelli che si sono fatti manipolare. Furbo lui ed i suoi amici a riuscirci.

Non è bello ricordarlo ma persino Boniperti, annientato da Berlusconi a livello dirigenziale-sportivo, fece poi parte del Parlamento europeo nelle file di Forza Italia! E ancora devo capire perché.

Dicevo, manipolare la mente di chiunque non è bello. Manipolare quella dei bambini è da infami. Terreno vergine dove è facile attecchire. La Juventusè la fidanzata d’Italia perché quando il calcio cominciò a coinvolgere la nazione ci fu il famoso quinquennio, molti divennero juventini e trasmisero il sentimento a figli e nipoti e nipoti, e ancora oggi quel sentimento sopravvive. Non è bastata l’Inter di Herrera, né il Milan di Berlusconi a cambiare il rapporto trai tifosi juventini e gli altri. Né poteva influire l’Inter di Mourinho, conseguenza di Calciopoli, che invece che far diminuire l’amore verso la Juventus, l’ha visto accrescere.

E allora si tenta una nuova strada: inculcare nei bambini, lettori di Topolino, che la Juventusè Rubentus, Quale bambino diverrebbe mai tifoso di una squadra di ladri?  Sarebbe come fare il tifo perla Banda Bassotti…….

 

E no. Basta Berlusconi.

Non è questione di sport o di politica. Ne hai combinate di tutti i colori, ma i bambini devi lasciarli stare. Anche se si tratta semplicemente di sport.

Sei piombato nel mondo dello sport, così come avevi fatto in quello dell’imprenditoria e poi avresti fatto in quello politico, senza stile e credendo che con i soldi si potesse fare tutto.

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La Juventus, da sempre amica dell’Atalanta, ci aveva venduto Scirea, Cabrini, Prandelli, Tavola, Osti, Bodini, Fanna e stave vendendoci Donadoni, il sostituto di Causio. Sei arrivato ed hai triplicato l’offerta economica della Juventus. Boniperti  azzerato. Agnelli non replicò, più meravigliato che scandalizzato dai modi. Cambiò il calcio in Italia. Qualcuno credette che il grande Milan fosse merito di Sacchi. Baresi e Maldini dalla Primavera. Ma Van Basten, Gullit, Rijkaard, Ancelotti, Donadoni e via discorrendo li comprasti tu, Berlusconi. Comprasti tutto quello che c’era da comprare. E quando dico tutto, intendo dire tutto.

E tanto per essere chiari, visto che Topolino è della Mondadori, comprasti anche il lodo Mondadori pagando il giudice (così si è espressala Cassazione) e soffiandola a De Benedetti. Al quale ora hai dovuto ridare la bellezza  di 750 milioni di euro.

Non era Sacchi, eri tu, Berlusconi, che raggiungevi tutto in tutti i modi. Del resto, senza Sacchi, il Milan di Capello vinse 4 scudetti in 5 campionati.

Bisognava combattere Berlusconi non con i soldi, così la pensò Umberto Agnelli, ma con la bravura manageriale. E chiamò Giraudo e Moggi. E il calcio si riequilibrò. Tranne che per l’Inter che, quanta fantasia, arrivò a pensare che, con Berlusconi in giro, Moggi fosse capace di comprarsi i campionati.

In quanto a comprare, metodi leciti o meno, signor Berlusconi non ti batte nessuno.

Ma la vita è una parabola.

Da compratore ora sei diventato venditore (Thiago Silva, Ibrahimovic e altra mezza squadra di senatori).

Da Presidente del Consiglio sei diventato pensionato della politica.

Ma hai ancora dei sussulti.

Milan-Juventus 1-0 è un sussulto.

La fidanzatina con la quale ti sei presentato a San Siro è un sussulto.

Il voler creare un nuovo partito è un altro sussulto.

Ma oramai non ti crede più nessuno. Neanche i tuoi fedelissimi. Neanche i tifosi del Milan.

Nella tua onnipotenza, prima della fine della parabola, stai provando a gestire anche il futuro che ti sopravviverà.

Indirizzando le menti dei bambini.

E se non direttamente tu, qualcuno per te.

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