Gabriele Oriali dovrebbe esservi noto dalla canzone di Ligabue Una vita da mediano. I puristi del calcio non sanno che Gabriele Oriali è un dirigente dell’Inter. Un dirigente che sta per essere scaricato come il peggior dipendente di una società qualsiasi, nonostante l’house organ (leggere qui, prego) dal colore rosa abbia millantato chissà quali vittorie.

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Oriali, dirigente nerazzurro tuttofare perché-nulla-sa-fare, è una sorta di rappresentante della società nel mondo, almeno queste sono le sue parole. Di fatto il ruolo sotto il quale si può indicare la figura di Oriali è quello di Responsabile Settore Sportivo. L’Inter che ha vinto tutto, pure il Giro d’Italia quest’anno, lo licenzierà a breve, senza tanti saluti di cordoglio o complimenti per il lavoro svolto. In un pianto ai microfoni di Sky che fa quasi tenerezza, Oriali domanda perché. Non si capacita, non riesce a trovare un motivo plausibile perché la sua società dovrebbe scaricarlo in tale maniera. Caro Oriali, te lo spiego io allora!

Gabriele Oriali è colui che ha partecipato in maniera attiva alla falsificazione dei documenti di Alvaro Recoba, uno dei trecentomila pupilli di Massimo Moratti. Per l’appunto era quella persona coi dentoni che guadagnava miliardi su miliardi per timbrare il cartellino in campo appena una decina di volte l’anno. Portava la maglia numero 20, così raramente vista in campo. La vicenda di Oriali-Recoba si inserisce in un più clamoroso scandalo che porta il nome di Passaportopoli. Inter, Roma e Milan fra le grandi squadre coinvolte. Lo scandalo rimase nel silenzio più totale, con TV e giornali che hanno insabbiato tutto consentendo l’assoluzione, di fatto, dei colpevoli. Oriali e Recoba patteggiarono ottenendo una multa di 20mila euro contro 6 mesi di reclusione. La giustizia sportiva produsse invece un aborto, contro regole molto chiare e precise violate recentemente nella vicenda Moratti-Preziosi.

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E chissà quante ne aveva fatte e ne avrà ancora fatte Oriali, dopo il colpo Recoba. Negli anni post-Calciopoli Oriali si è reso protagonista di diverse squalifiche. Avreste dovuto vederlo in campo a sbraitare contro arbitri e guardalinee, contro quei torti arbitrali subiti dai nerazzurri. Lui, vero combattente e primo difensore di Mancini prima e Murigno poi.

Di altro nessuno si ricorda. E allora perché mai l’Inter scarica Oriali?

Probabilmente Moratti inizia a sbarazzarsi di tutti i collegamenti con Farsopoli. O, ancora più probabilmente, le vicende di Napoli hanno forse scatenato un senso di alta coscienza nel patron nerazzurro. A questo punto inizia a capire che lo scandalo da lui voluto e fomentato ha forse reso la sua vita peggiore di quella che era. Vincere o perdere, l’importante è vincere o perdere da uomini. E certo non uomini di merda (se il lettore fa collegamenti allusivi, la colpa non è certo mia, ma dei diretti protagonisti). Strano infatti il dismettere un uomo, consulente di mercato peraltro, che ha contribuito alle centinaia di vittorie in appena quattro anni. Strano che Murigno prima e Benitez adesso si siano affidati a uomini extra-Inter. E ancora viene alla mente la lite furibonda Mancini-Branca. Siamo sicuri che i problemi dell’Inter erano legati alla Juve, a Moggi, a Giraudo, Bettega, Furino, Platini, Borel II e Ferrari?

Resta un dubbio. Enorme: ma Ligabue si sarà pentito di aver dedicato quelle strofe a Oriali?

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