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Ormai è chiaro: siamo soli contro tutti

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Non bastavano le polemiche subito dopo la gara di supercoppa; non bastavano le luride vicende del calcioscommesse, che hanno travolto anche i nostri che non c’entrano minimamente; non bastavano le parole di Zeman, che si diverte con la sua ironia spicciola a punzecchiare l’ambiente bianconero. E’ arrivata anche la conferenza stampa di Walter Mazzarri a mettere la ciliegina sulla torta, a chiudere un’estate iniziata sotto la scure malata della giustizia sportiva e chiusa con le classiche polemiche del calcio nostrano. La conferenza di Mazzarri ha evidenziato come il Napoli e tutte le altre stiano rosicando per la conquista della Supercoppa. Mazzarri che parte forte dicendo che avrebbe voluto vedere la reazione di Elkann, se fosse stato al suo posto, riferendosi in realtà alle presunte ingiustizie subite dal Napoli a Pechino. Addirittura si è definito “cornuto e mazziato”, visto che oltre al danno, ha subito la beffa delle squalifiche in campionato: Pandev e Zuniga dovrebbero saltare le prime due gare di campionato, lo stesso Mazzarri non ci sarà a Palermo. L’allenatore, d’accordo con la società a non presentarsi alla premiazione, ha anche parlato di un’ipotesi di dimissioni, dopo la gara, ma poi ci ha ripensato: chissà! Ma il punto più alto della sua disquisizione si è avuto non tanto quando ha parlato di sportività e di non accettare lezioni da chi dice di aver vinto 30 scudetti e in realtà sono ventotto, ma quando ha affermato, e ne era convinto, che i tifosi della juventus si sono scusati con lui, perchè volevano vincere onestamente! Questo è il colmo, perchè Mazzarri ormai ha superato il limite del ridicolo. Con questo non ha fatto altro che conformarsi all’atteggiamento del suo presidente, che non manca mai di attirare le attenzioni e di spettacolarizzare ogni minimo particolare: così ha fatto Mazzarri, recriminando anche il rigore di Berhami, quando in realtà nessuno ha sottolineato che altri due rigori non sono stati assegnati alla Juventus (su Matri nel primo tempo, su Vucinic nel secondo). E neanche i media, e in particolare la Rai, hanno dato risalto agli episodi sfavorevoli alla Juventus, così come successe nella finale di Coppa Italia. Già, la Rai: proprio in questi giorni alcune testate, Libero su tutte, avevano dato una notizia riguardante Varriale: il giornalista sarebbe stato ospite di De Laurentiis nella trasferta cinese, alloggiando nel lussuoso Park Hyatt Hotel, a spese del Napoli. Varriale però ha fatto tutto correttamente, informando la Rai e ottenendo dalla stessa il benestare, rispettando quindi il regolamento interno. Ma se da un punto di vista procedurale nulla si può eccepire, da un punto di vista deontologico il Varriale non ci ha fatto una bella figura: eticamente è stato uno scivolone che di sicuro ha spinto i più a mettere in dubbio la sua imparzialità nella telecronaca. Tutto questo per dire che ormai i media hanno preso una direzione precisa: nessuno difende la Juve, anzi, sono lì pronti a gettare benzina sul fuoco. Basta una scintilla, e il mondo antibianconero parte in rivolta: da Zeman fino a Mazzarri, passando per Allegri e per il muto Abete, che solo ora si ricorda di parlare, a proposito della vicenda Conte: da un lato affermando che i regolamenti permettono al mister di allenare durante la settimana, dall’altro non trascurando di ribadire che la giustizia sportiva opera in totale autonomia e quindi, se anche le sentenze dovessero essere il risultato di un INGIUSTO PROCESSO, a lui non tocca minimamente: caro Abete, a noi non serve il contentino. Tutto questo rende difficile il calcio: in Italia ormai il calcio è più polemica che campo, e forse anche noi a volte le alimentiamo. Ma non possiamo regnare nell’immobilismo, soprattutto quando un tv pubblica, pagata con i soldi di tutti gli italiani, si rende faziosa. Questo non lo posso accettare. E come se non bastasse, addirittura dobbiamo sentire sempre la stessa storia, e cioè che la colpa è interamente dei bianconeri. Ora basta, non possiamo accettare questo: Mazzarri impari ad ammettere i propri limiti, e non reciti più il ruolo della vittima.

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