Sono gli orologi di una certa giustizia sportiva che pur essendo sullo stesso meridiano segnano ore diverse.

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E li porta in entrambi i polsi tal procuratore Stefano Palazzi.

Quando guarda il polso destro l’orologio bianconero è preciso, perfetto, i tempi addirittura vengono precorsi e allora la “sua” giustizia diventa implacabile per tempistica e (in)efficienza, tanto da stilare richieste di pronunciamenti preconfezionati e dettati solo da prezzolato qualunquismo, pur smentito da una marea di persone nella farsa Scommessopoli, ha inquisito a destra e a manca prima i giocatori della Juve e poi è riuscito con la colpevole complicità del “sistema” a far condannare Antonio Conte per non aver commesso il fatto… solo perchè non poteva non sapere.

Abbiamo mandato giù a furia di malox questa perversa decisione e alla faccia loro abbiamo stravinto il secondo scudo consecutivo, il 31esimo della storia bianconera.

Attendevamo che un rigurgito di dignità sportiva lo affogasse e lo convincesse a procedere con la stessa prezzolata solerzia sugli episodi seri del calcioscommesse.

Poveri illusi!

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Noi!

Ora, a campionato concluso, l’esimio azzeccagarbugli chiede la condanna a 4 anni e mezzo per Mauri, capitano della Lazio per inconfutabili e provate porcherie commesse da quest’ultimo in combine con altri.

Se la memoria mia non è fallace, la partita di andata di Coppa Italia finì 1 a 1 con gol di Peluso e pareggio di Mauri… già…proprio lui!

E il ritorno ce lo mangiammo noi per mancanza di buoni realizzatori pur avendo dominato la partita.

Ma come si dice dalle mie parti:” acqua passata non macina più”.

Ma l’incazzatura non è passata, è ancora viva e, oggi, si è addirittura arroventata per questa decisione del procuratore Stefano Palazzi che ha guardato l’orologio al polso sinistro e che è fortemente in ritardo rispetto al meridiano di Greenwich.

Adesso cosa faranno? Revocheranno la Coppa Italia alla Lazio?

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