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Palermo-Juventus 0-1: ma l’attacco che fa?

Vittoria raggiunta, con ampio merito. Ma che sia tutto ok lo dice pure Conte ai microfoni. Proviamo allora a caldo a raccontarla questa partita ampiamente meritata.

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Il campo è da denuncia penale, così come paradossale e anche un po’ vergognoso è l’atteggiamento di Gasperini che a un giornalista dice:

In fondo il campo ha danneggiato più noi perché eravamo in partita.

Dichiarazione in perfetto stile nerazzurro. In partita il Palermo non lo è mai stato, se non nella teoria di un risultato in bilico. Serviva cinismo, serviva cattiveria e Buffon lo sottolinea. Certo era difficile imporre la propria tecnica in un terreno di gioco come veramente pochi ne esistono. Eppure in questo campetto la Juve ha ancora dominato.

Pirlo, Pogba e Vucinic sugli scudi, con un Marchisio molto attento e autore di qualche sublime giocata. Impossibile pretendere la bellezza, ma alcuni episodi fanno arrabbiare e ci limitiamo a usare questo verbo.

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Prendiamo l’azione che porterà la Juve a giocare il match con l’Atalanta senza Bonucci. Contropiede magistrale, palla magica di Vucinic per Bonucci che non tira, finta e poi simula come il peggior attore saprebbe fare. Giallo sacrosanto e squalifica. Risultato ancora sullo 0-1 e Marchisio praticamente non ha la forza di protestare col compagno visto che era solo a pochi metri dal piede di Bonnie. E questo è il primo episodio.

Filtrante di Pirlo per Vucinic che non salta il portiere, ma tenta uno strano pallonetto: facciata dell’estremo difensore rosanero e Juve ancora a secco del raddoppio.

Nel primo tempo ci pensa addirittura Matri a fare qualcosa di incredibile: su maestoso servizio di Vidal l’ex Cagliari spara sulla testa del portiere rosanero. Se la prende con la sfortuna, ma con 7 metri e mezzo a disposizione si fa fatica a dargli ragione. Ma continuiamo.

Pirlo dribbla mezzo Palermo e si presenta al limite dell’area con due scarichi facili facili: a destra Pogba, a sinistra Bendtner, ma tenta un ultimo dribbling e la palla si perde.

Juve, che succede? Una partita da stravincere diventa semplicemente una partita vinta con tanta sofferenza perché poi può davvero accadere di tutto. Pure che nei due calci d’angolo finali la Juve subisca un rocambolesco pareggio. E da uno di questi Asamoah non serve Pirlo che aveva davanti a sé 50 metri liberi liberi, solo soletto.

Contentissimo per il rientro del Mister, per i tre punti meritatamente intascati, per un Vucinic ottimo in fase di assistman, per un Pogba grande lottatore, per un Lichtsteiner decisivo, ma la mia squadra deve imparare a essere cinica, micidiale. Anche dopo un incontro di Champions. A febbraio arrivano gli ottavi e in campionato non voglio cali di tensione.

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