Evra che non difende, Cuadrado che non attacca. Mandzukic che non aggredisce l’area, Dybala che ne resta lontanissimo.

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È la sintesi di un primo tempo problematico, con Allegri che sembra sbagliare tutte le formazioni iniziali.

La cosa preoccupante è il continuo saltare di modulo in modulo. Nel 3-5-2 Cuadrado è depotenziato, Dybala lasciato troppo solo, e il centrocampo incapace di trovare l’inserimento corretto.

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Cambia tutto nel secondo tempo. Juve più tonica, più ordinata, con un Palermo che comincia ad accusare un po’ fatica.

Cambia sopratutto l’atteggiamento: Evra scaraventa palloni, Cuadrado comincia a saltare l’uomo, Mandzukic si butta in area. E nasce il gol del vantaggio, con Dybala a pennellare dall’esterno una palla finalmente efficace. Secondo gol consecutivo del croato.

Poi la Juve si scioglie, anche perché il Palermo non emerge. Sturaro timbra un 2-0 che in realtà è la prima vera azione-squadra, senza egoismi. Quindi Zaza si toglie una soddisfazione personale, servito da un Morata che ha alzato per la prima volta la testa.

Non tutto è risolto, ma adesso ci sono timidi segnali di un gruppo compatto (forse troppo giovane, il che vuol dire poco esperto) e di continuità di risultati. Come a dire che vincere è l’unica cosa che conta.

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