Saranno le prove per un nuovo programma comico. Di certo sono dichiarazioni da brivido se comparate alla realtà dei fatti. Sicuramente sono dichiarazioni che lasciano molto amaro in bocca.

Toni e contenuti sono sbagliati e anche provocatoriamente arroganti, oltre che fuori luogo.

Da una parte Paolillo:

Sono necessarie le dimissioni di Beretta dalla Lega per affrontare un tavolo di riforma del calcio con un presidente rappresentativo e meno schierato.

Ci piacerebbe conoscere la posizione e lo schieramento di Beretta e magari anche le situazioni in cui tale schieramento si sia palesato. Certo non ci piacerebbe un altro Guido Rossi o un altro Narducci, non già schierati, ma militanti. Inoltre Paolillo ignora, o forse proprio non sa, che è peggio, che Beretta è già dimissionario. E ancora, davvero vuole dare a pensare, il signor Paolillo, che le riforme nel calcio non sono attuabili per colpa di Beretta?

Dall’altra parte gli interventi sempre poco eleganti e poco opportuni di un uomo che pare aver perso ogni briciolo di credibilità, visto che lo sguardo è ormai quello di chi non ci crede più nemmeno lui alle cose dette:

Se ci sono i presupposti per un tavolo della pace? Bisogna vedere però che non ci sia nessun coltello sotto il tavolo.

Prima lampante osservazione: al tavolo sono presenti i suoi amici. Da Abete a Petrucci, passando per Galliani. Amici strettissimi coi quali ha intessuto rapporti ai limiti della legalità sportiva. Colleghi con i quali ha spartito l’eredità di Calciopoli. Dunque l’unico in grado di portare un coltello parrebbe Andrea Agnelli, pura deduzione logica.

Però, a questo punto, sorge spontanea una domanda: i coltelli di Andrea Agnelli sono i documenti legali coi quali sta conducendo una battaglia giusta e assolutamente dentro le regole giurisprudenziali (anche fin troppo, a mio avviso)? Se sì allora vorrei rassicurare (o far preoccupare di più) l’illustre onesto-ma-prescritto Moratti: qui siamo pieni di coltelli. Siamo pieni di documenti che dimostrano la sua inadeguatezza al ruolo di onesto e sportivo, leale e corretto. Talmente pieni di documenti che siamo costretti a rispondere a continue accuse gridate e mai dimostrate.

Sì, occhio ai coltelli dottor Moratti, qui c’è tanta gente violenta. Sapessi che violenza che mi tocca sopportare…