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Paolillo e Moratti show!

Saranno le prove per un nuovo programma comico. Di certo sono dichiarazioni da brivido se comparate alla realtà dei fatti. Sicuramente sono dichiarazioni che lasciano molto amaro in bocca.

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Toni e contenuti sono sbagliati e anche provocatoriamente arroganti, oltre che fuori luogo.

Da una parte Paolillo:

Sono necessarie le dimissioni di Beretta dalla Lega per affrontare un tavolo di riforma del calcio con un presidente rappresentativo e meno schierato.

Ci piacerebbe conoscere la posizione e lo schieramento di Beretta e magari anche le situazioni in cui tale schieramento si sia palesato. Certo non ci piacerebbe un altro Guido Rossi o un altro Narducci, non già schierati, ma militanti. Inoltre Paolillo ignora, o forse proprio non sa, che è peggio, che Beretta è già dimissionario. E ancora, davvero vuole dare a pensare, il signor Paolillo, che le riforme nel calcio non sono attuabili per colpa di Beretta?

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Dall’altra parte gli interventi sempre poco eleganti e poco opportuni di un uomo che pare aver perso ogni briciolo di credibilità, visto che lo sguardo è ormai quello di chi non ci crede più nemmeno lui alle cose dette:

Se ci sono i presupposti per un tavolo della pace? Bisogna vedere però che non ci sia nessun coltello sotto il tavolo.

Prima lampante osservazione: al tavolo sono presenti i suoi amici. Da Abete a Petrucci, passando per Galliani. Amici strettissimi coi quali ha intessuto rapporti ai limiti della legalità sportiva. Colleghi con i quali ha spartito l’eredità di Calciopoli. Dunque l’unico in grado di portare un coltello parrebbe Andrea Agnelli, pura deduzione logica.

Però, a questo punto, sorge spontanea una domanda: i coltelli di Andrea Agnelli sono i documenti legali coi quali sta conducendo una battaglia giusta e assolutamente dentro le regole giurisprudenziali (anche fin troppo, a mio avviso)? Se sì allora vorrei rassicurare (o far preoccupare di più) l’illustre onesto-ma-prescritto Moratti: qui siamo pieni di coltelli. Siamo pieni di documenti che dimostrano la sua inadeguatezza al ruolo di onesto e sportivo, leale e corretto. Talmente pieni di documenti che siamo costretti a rispondere a continue accuse gridate e mai dimostrate.

Sì, occhio ai coltelli dottor Moratti, qui c’è tanta gente violenta. Sapessi che violenza che mi tocca sopportare…

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