Menu Chiudi

Parma-Juventus 0-0 L’analisi a mente fredda

Difficile rimanere calmi e sereni perché a tutto ci deve essere un limite. Il calcio, in fondo, è bello pure per questo genere di emozioni: ne faresti a meno, ma sono il sale della vita. Così a mente fredda cerchiamo di ragionare sullo 0-0 di Parma-Juventus.

Advertisment

Poiché vogliamo tentare di ragionare, togliamoci subito un paio di sfizi:

  1. i rigori netti per la Juve sono 2 e non 1. Se quello di Giaccherini è piuttosto lampante ed evidente pure a velocità normale, quello di Pirlo è alquanto curioso. A 2 metri dalla porta, solo contro il portiere, Pirlo viene abbattuto e si cerca di capire quanta potenza in Watt è stata sprigionata da Santacroce. Tutto ok se non fosse che qualche minuto prima in telecronaca stavano discutendo sul fatto che Barzagli ha comunque ostacolato Giovinco (ostacolato e non abbattuto) e quindi il danno c’è. Basta questo già per rovinarsi il fegato;
  2. in una partita dove attacchi per quasi 75 minuti e subisci una caterva di falli, vedere poi che gli unici ammoniti sono Bonucci (da rivedere il fallo, prego!) e Vidal (ci sta, irruenza, ma il giocatore viene solo sfiorato) è tanto curioso quanto la statistica dei gialli presi in questo campionato;
  3. ci deve essere poi una strana sorte avversa per quanto riguarda le punizioni pericolose: ieri solo una, con Pirlo che calcia di qualche millimetro fuori, poi la squadra che attacca per 75 minuti non prende più un fallo nei primi 25 metri vicini la porta. Complicato, troppo complicato.

In virtù dei vari dossier pubblicati dalle altre squadre, aggiungiamo all’album di famiglia queste due foto (una è presa da una redazione mooooolto juventina). Gradiremmo inoltre lo stesso tipo di atteggiamento di Leonardi e Ghirardi al prossimo torto subito.

Tolti gli sfizi, passiamo al ragionamento.

Antonio Conte non è esente da colpe, ma faccio fatica a capire chi ha più colpa: lui che sbaglia completamente il centrocampo, i titolari che rimediano una bruttissima figura se confrontati ai cosidetti panchinari che mercoledì hanno distrutto il Milan, o un attacco talmente sterile da produrre, in 5, 4 gol in meno di Di Natale?

Ho visto un paio di insulti a Conte su Facebook e ripeto un concetto espresso l’anno scorso: se la maggioranza dei tifosi oggi ce l’ha con Conte… allora ci meritiamo di andare in B stavolta senza Guido Rossi e Moratti di mezzo. Auguro a questi tifosi la morte sportiva, le più terrificanti delusioni. Se non fosse che tifo Juve quanto Antonio Conte che, rispetto a questi pseudo tifosi, ci sta mettendo l’anima, la classe, la preparazione, la dedizione.

Inoltre proprio non capisco perché dovremmo rimanere in silenzio e sottolineare i demeriti quando là davanti in classifica c’è una formazione che è lì grazie a innumerevoli regali gentilmente concessi dalla terna.

Advertisment

La Juve di ieri ha peccato solo nel non trovare il gol. E questo punto non si può eludere. Sempre aggrappati allo spunto del centrocampista. Se è Giaccherini l’uomo più pericoloso, con quel tiro ribattuto nel finale, allora vuol dire che ci sono problemi grossi in attacco. E certo la colpa non può essere tutta di Matri che comunque nove reti le ha infilate.

Dove sono i gol di Quagliarella? E dove quelli di Del Piero che ha la scusante dello scarso minutaggio? E dove quelli di Vucinic la cui classe fa a botte con i numeri impietosi del tabellino marcatori. Attendiamo a questo punto lo sblocco di Borriello, ma tornano come un monito alla società le parole di Antonio Conte: “Non ho mica Tevez e Nani”. A significare che almeno due campioni, di quelli pesanti, in stile Trezeguet e Nedved, ci vogliono se vuoi puntare a traguardi ambiziosi. Perché certe partite le vincono loro.

Dove sono quindi i gol di Quagliarella e Vucinic? Voglio ricordare che perfino Zalayeta, giocando pochissimi minuti, riusciva a risolvere gare complicate a Lippi e Capello, e allora occhio al prossimo mercato: qualcosa in avanti non va, e in valore assoluto non si può ragionare.

Marchisio e Vidal sono per me i due centrocampisti più importanti dell’intero campionato, con Pirlo e Boateng. Ma in questo 2012 si sono fermati, seduti. Il problema non è fisico, ma mentale: troppi complimenti? Bene, allora cominciamo: cari ragazzi, cortesemente è arrivato il tempo della panchina. Di quella che fa riflettere, l’esclusione per scelta tecnica. Ho ancora negli occhi l’atteggiamento di Padoin e Giaccherini contro il Milan: vogliosi, rabbiosi, molto propositivi. E infatti la gara è stata vinta così: con le invenzioni dell’ex-Cesena e le incursioni e il dinamismo di Padoin. E invece ieri il centrocampo, tutto intero, è venuto meno. Molto meno: Estigarribia timido, Lichtsteiner poco innescato, Vidal e Marchisio in ombra rispetto a Mariga. Che succede ragazzi?

Quest’analisi non sarebbe cambiata anche con la vittoria bianconera. Non basta ripetere “siamo imbattuti comunque”, perché 1 vittoria e 1 sconfitta valgono molto più di 2 pareggi ai fini del punteggio finale. Inoltre mi assale un dubbio: qual è l’utilità pratica di Krasic ed Elia? A che tipo di gioco stiamo giocando? Servirebbe spinta, servirebbero forze fresche, servirebbe una nuova scintilla: paradossalmente, Elia e Krasic potrebbero rivelarsi gli uomini in più. Ma Conte li ha ormai abbandonati: perché allora non venderli e cercare di rafforzare la rosa? Magari con un innesto da 90 là davanti, ampiamente pagabile con la cessione dei due e la rinuncia a Borriello.

Detto questo, che mi appare abbastanza innegabile, resta lo strano trattamento ricevuto da Mazzoleni e chi per lui. Soprattutto in virtù dell’esposizione così netta da parte di Abete:

Il massimo esponente della Figc, Giancarlo Abete, ha espresso soddisfazione per il risultato importante e prestigioso conseguito dal Milan.

Ok, abbiamo capito, grazie! Ora siamo dietro: riuscireste a non romperci più i co*****i?

Advertisment