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Parma-Juventus 0-1 Che il Celi ti aiuti, ma non basta

La Juve è chiamata a replicare le ultime convincenti prove. Conte si affida a un paio di cambi, mettendo a riposo Pirlo e Bonucci e regalando una chance importante a Ogbonna. In attacco Giovinco e Tevez nell’ottica di operare molto palla a terra.

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Primo Tempo: semplicemente vergognoso

Dire che non c’è Pirlo è un oltraggio all’intelligenza umana. Squadra fiacca, lenta, senza idee, perfino impaurita da un Parma inoffensivo e inefficace. Prova semplicemente vergognosa.

I principali indiziati sono gli esterni, non certo per antipatie personali. Parma a completa protezione della propria metà campo, quindi lo sfogo sugli esterni diventa la chiave di volta dell’intero match. Né Padoin né Asamoah riescono a superare l’uomo e la cosa spaventosa è che nemmeno ci provano. Solo Padoin nei primi 20 minuti accenna qualche timido dribbling, ma non sfonda mai. Men che meno Asamoah. Lo ripetiamo: senza esterni forti il 3-5-2 diventa più un problema che una soluzione.

A questo si aggiunge una regia lenta e confusionaria ora di Pogba ora di Vidal. E’ un chiaro suggerimento per il prossimo mercato: servirà un vero regista se si vuole investire sul 3-5-2 e non si rinnoverà il contratto a Pirlo.

Tevez e Giovinco lasciati irrimediabilmente da soli e scarsamente serviti. Su Giovinco ci sarebbero un paio di falli, ma l’arbitro non vede.

Si registrano, alla fine della prima frazione di gioco, solo alcuni tiri dalla distanza e un paio di occasioni buone create ora da Tevez e ora da Giovinco, ma mai sfruttate dai centrocampisti. Con qualche colpo al cuore provocato da Ogbonna.

Il viso di Conte al fischio parziale la dice lunga: la panchina è davvero molto corta a centrocampo.

Da segnalare, in ambito moviola, il rigore non concesso su Giovinco. Chiedere informazioni a Gabriele Oriali e Giovanni Galli.

Secondo Tempo: che il Celi ti aiuti

L’arbitraggio di Celi lascerà molto a desiderare. Fischia cose che non esistono, non fischia cose che esistono. Il problema è la gestione dei cartellini e dei falli. Ma bisogna essere più forti anche di queste cose. E la Juve lo è.

Parte fortissimo e dopo 21 secondi c’è già la prima occasione. Ma è un fuoco di paglia. La manovra si trascina lenta, lentissima e né Tevez né Giovinco riescono a pungere. Ecco allora che Conte sblocca la gara. Dentro Quagliarella e Llorente, come faceva Ferguson negli anni ’90. Prima era entrato Pirlo a riportare un po’ d’ordine in una squadra apparsa svagata, con la testa evidentemente altrove.

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Pochi secondi più tardi Eta Beta inventa una parabola delle sue. Crash sulla traversa, irrompe Pogba e Juve avanti 1 a 0.

Il Parma subisce il colpo e reagisce solo nei minuti finali, quando  la Juve accusa evidente stanchezza e le fasce si assentano clamorosamente dal gioco. Ripetiamo ancora, perché è qui il nodo di quest’anno: in assenza di Lichtsteiner la Juve paga dazio.

Momenti di passione in un finale, con un Parma che non è riuscito mai a tirare in porta. Uno o due passi indietro. Martedì servirà la vera Juve.

Analisi Tattica

Disastro Asamoah e Padoin. La Juve gioca due in meno e praticamente non sviluppa mai gioco sulle fasce. E’ costretto ad allargarsi Vidal quando entra Pirlo, o Pogba che va a sovrapporsi ad Asamoah che non accelera mai. Quasi mai. In ogni caso il ghanese è davvero fraudolento nel suo apporto tecnico. Ogni volta che Padoin e Asamoah entrano in possesso palla, la Juve rallenta perché entrambi arretrano e scaricano palla dietro. Un delitto per chi, come la Juve, ha basato molto del suo successo sul vigore tecnico e sul martellamento dell’avversario.

La differenza col Genoa è proprio la propositività di Isla e De Ceglie domenica contro Asamoah e Padoin stasera.

A questo aggiungiamo che l’assenza di Pirlo ha privato di utili verticalizzazioni i due attaccanti. Tevez e Giovinco sempre molto lontani, senza punti di riferimento. Nemmeno per la Juve che spesso si è trovata a fermarsi durante l’attacco per assenza di soluzioni in area. Su questo Conte dovrà lavorare perché Pirlo è tutt’altro che eterno. Il tecnico leccese si è dimostrato molto intelligente in questi due anni, ma questo integralismo da 3-5-2 sta regalando più dubbi che complimenti.

L’assenza di Bonucci, parimenti a quella di Pirlo, ha lasciato la Juve svuotata di idee in fase di impostazione.

Cerchiamo di capirci, e da qui le parole di delusione di Conte alla cessione di Giaccherini: questa Juve ha pressoché 15 uomini, contando i 5 attaccanti. Senza la formazione tipo cominciamo a soffrire terribilmente sfide dove l’avversario non riesce mai a rendersi pericoloso (tacco di Amauri a parte). Abbiamo fin qui esaltato l’intelligenza di Conte, dobbiamo tristemente ammettere che aveva visto lungo.

Domani accendiamo un cero in tutte le chiese d’Italia: che il Cielo ci preservi da infortuni o stanchezza Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Pogba, Vidal, Pirlo, Marchisio, Tevez, Vucinic, Llorente, Quagliarella e Giovinco. Non si arriva a 18, forse a 16 col ritrovato Caceres. Così si rischia.

Commento Finale

Prendiamoci i tre punti ed evitiamo di commentare la prova. La giustificazione è il prossimo match di Champions League col Real Madrid, una sorta di dentro o fuori. Un anno fa avremmo detto di una Juve matura capace di fare risultare giocando male. Oggi dobbiamo constatare delle clamorose mancanze sulle fasce laterali e una più che coerente stanchezza. Converrà pensare alternative tattiche in assenza di uomini chiave o perfettamente in forma.

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