Menu Chiudi

Petrucci: “Io non ci sto!”. Cazzi tua…

Tra SMS e dichiarazioni, tra dichiarazioni anticipate che cambiano dopo la lettura di una sorprendente sentenza e bisbigli nella notte… ecco che Petrucci cala l’asso.

Advertisment

Si tratta di doping avvocatizio che più o meno suona come una grande minaccia. E così mi metto dalla parte di un cittadino e penso: devo evitare di far uso di avvocati quando mi sento trattato male dalle istituzioni? Devo rinunciare a difendermi? E dove siamo nella dittatura della FIGC?

Petrucci o Abete, che poi li confondo sempre con Moratti e Galliani, chissà perché, ci stanno realmente dicendo di avere pazienza? Ancora pazienza? Ma non è bastata la rivoluzione che il popolo juventino sta mettendo in piazza senza armi?

Una rivoluzione fatta a colpi di letture di sentenze, studi di giurisprudenza, gente che rinuncia alle ore di sonno pur di capirci qualcosa, visto che la stampa né ci informa né riesce nel lavoro più semplice del mondo: raccontare i fatti.

Advertisment

E qui i fatti spariscono di minuto in minuto.

Un dibattimento che ha del clamoroso viene completamente ignorato, salvo poi riaccendere le telecamere a poche ore dal un verdetto che comunque era stato anticipato dall’immane lavoro dei rivoluzionari di cui sopra. Dottori e medici, ingegneri e perfino tabaccai che si sono trasformati in giornalisti d’inchiesta. E che hanno compiuto uno dei lavori più belli di questo Paese.

Oggi, una società per azioni, viene minacciata di non procedere oltre: basta avvocati, quel che è stato è stato… scurdammoce ‘o passato!

Dottor Petrucci: era una battuta per il prossimo concorso di Zelig o era la realtà? Era una dichiarazione reale?

Advertisment