Ricordate Piazon?

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Era una promessa quando la Juve lo seguì portandolo addirittura a Torino a visitare il centro di Vinovo e ad assistere a una partita dei bianconeri. Una stretta di mano e tutto sembrava fatto, tanto che perfino voci interne alla società davano per certo l’arrivo del baby giocatore.

Ma saltò tutto per l’inserimento del Chelsea.

Tuttosport, nella mente fervida di De Paola, raccontò ovviamente tutta un’altra storia. Nel mio piccolo ho cercato di difendere l’operato di Marotta, piuttosto coerente e, dal mio punto di vista, molto corretto. Potete leggere i dettagli qui.

La disinformazione continua.

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Pochi giorni fa Piazon ha rilasciato un’intervista al Daily Mail sostenendo che:

Abramovich ha saputo convincermi dicendo che sarei stato il suo giocatore ideale [...]

La verità, lapalissiana e ben spiegata da Marotta, è che per un 17enne tutti quei soldi sono semplicemente impensabili. Soprattutto per un club che deve fare dell’economia il suo stile di vita e che non può contare sulle liquidità del russo.

La verità è sempre la stessa, dunque: i soldi sono il progetto più convincente. Più ne metti, più riesci a convincere. Verità molto antica per altro.

La Juve ci guadagna: un mercenario in meno, magari un talento in più.

La cosa curiosa è la seguente: i giornali italiani parlavano di promessa quando fu accostato alla Juve, adesso invece scrivono già la parola “campione”. Mi sono perso qualcosa in questi due mesi?

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