Via Pirlo, uno dei migliori registi degli ultimi 30 anni di calcio mondiale. Età, motivazioni, plastico ragionamento logico di necessario ricambio.

Advertisment

Via Tevez, la più bella sorpresa degli ultimi due anni di Serie A, per serietà, devozione, classe, numeri. La ragion di stato ha spinto l’argentino al rientro in patria: esempio d’altri tempi in un calcio dove i soldi riescono a comprare praticamente tutto (chiedere anche a Pulvirenti).

La Juve cambia pelle. Soprattutto cambia modulo.

Advertisment

Per Allegri è tempo di ragionamenti tattici per la sua nuova Juve, alla ricerca delle migliori intuizioni per consolidare il dominio nazionale e replicare la campagna europea che ha portato a una finalissima di Champions League. Quali alternative?

Gli acquisti, fino a questo momento, suggeriscono una soluzione muscolare in mezzo al campo (anche se sembra una bestemmia se poi i piedi sono quelli di Pogba, Vidal, Marchisio, Pereyra) e un tridente di forza e di velocità in avanti, con i vari Morata, Mandzukic, Dybala e Zaza. Con un 4-3-3 molto simile a quello che Lippi varò con Baggio, Ravanelli e Vialli, per esempio.

Altrimenti, con la ricerca di un classico 10, si vira verso uno dei tanti moduli che prevedono un uomo di fantasia dietro due punte. Un 4-3-1-2 come già utilizzato quest’anno (con Vidal e Pereyra alternati dietro le punte) o un 4-2-3-1 con l’utilizzo di due centrocampisti di quantità (fra Khedira, Marchisio, Vidal e Pogba) e un terzetto di d’attacco dove le ali sono più attaccanti che centrocampisti (per esempio Morata e Dybala).

Advertisment