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Prescritti-Juventus 1-2 Perdono anche truffando

E’ una delle vittorie più incredibili, a testimonianza di quanta è stata fasulla tutta la vicenda Calciopoli e di quanto sono poco consistenti le fantomatiche vittorie nerazzurre.

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Pure con un arbitraggio spudoratamente a favore (perché i 4 gialli nel giro di qualche minuto, tutti i calci d’angolo non assegnati nel secondo tempo, i pochissimi falli a favore fischiati a bianconeri, il clamoroso rigore negato e qui mi fermo) la squadra di Moratti riesce a perdere. A perdere sonoramente, con un tonfo degno di chi è andato giù, al K.O. più totale. Senza forze, con l’incapacità di reagire e con la sensazione, anzi, che Rizzoli abbia evitato grossi guai.

A stupire è proprio il 2-1 a favore di Conte: troppo poco per quanto visto in campo. Troppo poco perché in fondo la Juve è buona e non ha voluto infierire.

Da una parte una sorta di circolo del calcio, con amici e un paio di giovanotti a rincorrere qualche pallone, dall’altra una vera squadra. Mai visto la Juve giocare in questo modo, nemmeno quando in panca c’era un certo Fabio Capello. La Juve macina gioco come quando Lippi poteva schierare Deschamps e Zidane. Pirlo vale Didì e certamente qualcosa di più, mentre manca attualmente un erede di Zizou e, per il bene del campionato di calcio, può bastare. Perché con uno Zizou in più questa squadra volerebbe.

E’ il più grosso difetto della squadra di Antonio Conte (benedetto il giorno in cui questo tecnico leccese è venuto al mondo, già allora juventino) è proprio la mancanza di quell’istinto cieco e cinico per chiudere e ammazzare la partita. Ma rimproverare, oggi, i vari Marchisio e Vidal, Pirlo e Vucinic, Matri e Pepe appare esagerato, fuori luogo. Già anche solo il fatto di pensare così dà l’esatta misura dell’autentico miracolo sportivo compiuto da Conte. Miracolo che dovrà concretizzarsi in qualcosa prima di essere certificato tale.

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La Juve ha una personalità, la Juve ha un gioco (contrariamente a quanto dice Alfredo Binda, uno che del giornalista ha solo il tesserino, ma professionalmente è assimilabile ai vecchi giullari di corte, buoni per eseguire gli ordini del proprietario del Castello!), la Juve vince e diverte. La Juve schiaccia gli avversari come la Juve di Lippi faceva: si gioca prevalentemente all’attacco, ragionando, mostrando un’intensità diabolica, soffocando il respiro degli avversari.

Perché il calcio sarà pure divertente, ma senza il sangue agli occhi, la coscienza di dover correre il doppio della famosa Gazzella inseguita dal Leone… beh si va poco lontano. Come proprio gli ultimi anni bianconeri insegnano.

E allora tutti in piedi. Se il primo ad abbracciare Vucinic è Storari, tornato in panchina (adoro questo ragazzo!), e se il primo a correre verso Marchisio è Estigarribia, beh questo vuol dire che Conte ha smontato la testa dei suoi ragazzi… rimontandola poi col verso giusto.

Sulla partita c’è poco da dire, rimandiamo i giudizi a domani con le pagelle.

Intanto mi godo l’intervista di Ranieri e un brivido corre lungo la mia schiena: un paio di anni fa quelle erano le interviste che mi facevano sentire poco juventino, molto lontano dalle mie solite domeniche, con la Juve in testa e gli altri a trovare un modo per buttarla giù: un guardalinee amico, un arbitro appena uscito da un ristorante all’ora di chiusura, una segretaria che invocava l’aiuto del Cielo! E mi godo le interviste a un Antonio Conte posato, equilibrato, mai scomposto davanti ai microfoni. Eppure l’avevo visto completamente fuori di capoccia quando Rizzoli decide di non dare il rigore a Marchisio indicando la maglia bianconera e le tribune nerazzurre “poi come lo spiego a Moratti?” sembra dire l’uomo con la camicetta gialla.

Già, come spiegarlo a Moratti che ha speso un sacco di soldi per piazzare Guido Rossi, Narducci e Auricchio e ora si ritrova al punto di partenza. Perché poi il calcio è semplice: o vinci con la classe… o fai finta di vincere e te la canti e te la suoni. Che tenerezza poi Tronchetti Provera alle sue spalle. Ora sarà dura una Calciopoli 2. Sembra essere tornati nel 2005: “Mi raccomando… guarda a chi sta dietro… a chi è lontano 11 punti!“.

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