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Prima uscita stagionale per la Juve di Conte: 7-0 e tanti segnali

Finisce quasi come l’anno scorso. La Juve vince 7-0, ma non è certo il risultato ciò che si aspettava. Il numero 10 di Tevez, il ruolo di Llorente, la risposta di Vucinic, la continuità spaventosa di Vidal.

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Nella partitella contro il Saint Vincent, i bianconeri di Conte provano a mettere a punto i primi schemi.

Ciò che è apparso chiaro dai primi movimenti è l’importanza di Llorente nel nuovo schema. Lo spagnolo, abile nei colpi di testa, e già particolarmente sciolto dal punto di vista fisico, ha espresso pure la sua utilità tecnica. Sponde, rimbalzi, spizzate e una importante presenza in area come forse è mancato alla Juve. Non ha segnato, ci è andato vicino, e ha servito un assist per il primo gol assoluto in stagione (a firma di Marco Motta).

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E se da Llorente ci si aspettava un gioco di questo tipo, da Tevez ci si aspetta molto di più. Non fa testo e non può fare testo una partita del genere, ma dal nuovo numero 10 ci si attende un grande contributo in fase di costruzione dell’azione d’attacco. Con Llorente troverà i giusti meccanismi, mentre sarebbe divertente vederlo all’opera con Vucinic e Llorente in un tridente d’attacco. Nel 3-5-2 dovrebbe trovare il giusto spazio dietro la prima punta: alle volte si è scambiato il ruolo con Llorente, ma lo spagnolo è molto più performante con le spalle alla porta. Le cose migliori l’argentino le ha fatte partendo da una posizione più defilata.

Vidal già leader, e già in forma. Gran fisico e grande personalità, al punto da litigare per un paio di inserimenti mancati da Lichtsteiner (affaticato). E quando era impossibilitato a impostare l’azione, ecco l’altra sorpresa della giornata. Ogbonna ha mostrato grande padronanza di un ruolo che teoricamente non gli appartiene. Secondo in una difesa a 4, ma solitamente laterale in una difesa a 3. Conte invece gli ha assegnato i compiti che solitamente spettano a Bonucci e Ogbonna si è dimostrato all’altezza. Tecnica buona, lanci da rivedere, ottimo senso della posizione e buona regia. Il gran fisico lo aiuta, un potenziale da tenere d’occhio lungo tutta la stagione. La sensazione è che Conte ci abbia visto ancora lungo, più degli altri.

A un mese dal primo impegno ufficiale (la Supercoppa contro la Lazio) la Juve attende il rientro di mezza squadra. L’intera difesa, compreso Buffon, e poi il centrocampo con Pogba che praticamente si candida per la titolarità.

Nel frattempo riscopriamo un Vucinic più cattivo e con tanta voglia. La concorrenza lo ha stimolato e questo è solo un bene per Conte. Il suo talento è immenso, dovrebbe mettere un freno alle lunghe pause che durante l’anno ogni tanto si prende. Con Tevez e Llorente potrebbe formare un tridente da urlo, perché Conte lo sta usando molto sull’esterno. Il secondo tempo ha presentato infatti una Juve col 4-3-3. Vedremo cosa ha in mente il tecnico salentino. Discorso analogo per Quagliarella e Matri, praticamente i due candidati per rimpinguare il tesoretto della Juve. Entrambi difficilmente rimarranno in bianconero. La sensazione è che la prima offerta ufficiale decreterà chi lascerà Chatillon.

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