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Primi effetti del “30 sul campo”: sentite Petrucci

Ha suscitato un vespaio incredibile la scelta di Andrea Agnelli di togliere via tutte le stelle dalla maglia. E inserire quel “30 sul campo” che pochi hanno correttamente interpretato, secondo noi.

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Ci abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza qualche mattina fa. E ora arrivano le prime conferme della bontà dell’azione di Andrea Agnelli.

Petrucci ha parlato e, fra tutti gli argomenti, ha toccato pure quello della maglia bianconera:

L’importante e’ che la regola venga rispettata e Andrea Agnelli la sta rispettando, ho un buon rapporto con lui e l’inserimento dell’ulteriore stella e’ tramontato, e’ un bel segnale. Capisco che la societa’ debba rispondere alla tifoseria, l’importante e’ che la regola venga rispettata e Andrea Agnelli la sta rispettando. Mi auguro ci sia buon senso da entrambe le parti.

Le parole di Petrucci vanno interpretate. Noi sappiamo che lui deve rispondere a chi gli sta sopra e a chi lo comanda a bacchetta, per cui questa uscita è perdonata. Ma questa uscita è esattamente quanto ci aspettavamo, compresa una frase come la seguente:

Calciopoli? Facciamo la pace.

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Un po’ diverso da quanto dicevano prima. A nostro avviso è segno di paura, soprattutto è segno di rispetto. Ed è unicamente quello che cerchiamo. Gli anni perduti con Farsopoli nessuno ce li può tornare indietro, né è ammissibile che i veri colpevoli vengano puniti, essendo i colpevoli i più potenti del calcio italiano. Di certo chiediamo rispetto per il presente e il futuro e già quest’anno abbiamo lungamente dimostrato di poter affrontare a viso aperto pure i magheggi milanesi.

In realtà Petrucci ha completamente sbagliato concetto. Non è la Juve, infatti, a rispettare le regole, ma è la Juve che le sta dettando annullando l’effetto che le stelle faranno sulle altre maglie e imponendo una decisione sorprendente. La conseguenza sarà che molti si chiederanno il perché di quel “30 sul campo” e un argomento che i media italiani volevano già insabbiato tornerà più protagonista di prima.

Sarà compito nostro, di noi veri tifosi, non perdere la memoria, anzi rinvigorirla attraverso i fatti. E non basterà un libro infame e stupido a veicolare le coscienze: siamo qua, siamo vivi, volevate ucciderci, siamo tornati ancora più forti.

Pace? No, è guerra, sarà guerra, e siamo prontissimi.

P.S.

Il fatto che abbia parlato Petrucci e non Abete è già sintomo di quanto delicata sia la situazione. La Juve ha dalla sua tutta la forza di Andrea Agnelli e uno stuolo di avvocati, finalmente, degni di tale nome. Avrebbe dalla sua mezzi importanti per fare guerra nei Tribunali, ma siamo in Italia e dunque rischieremmo una Farsopoli 2 e poi anche 3 e 4. Ecco che Andrea Agnelli sta giocando su degli equilibri importanti, molto delicati. Il “30 sul campo” fa parte di questa strategia. Il compito del tifoso, ci permettiamo di dirlo, è quello di sostenere la Società e la Squadra con quanta più forza possibile.

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