Bisogna provarci. Ostinatamente. Perché solo così si cresce, ci si convince di essere forti per diventarlo davvero. Un po’ il percorso di Conte alla Juve. Arrivato fra mille dubbi e in un cantiere raso al suolo (quasi) ha saputo riportare in essere il DNA bianconero e ora eccoci qua.

Advertisment

Eccoci qua, stasera, a combattere con la Germania e con gran parte di quella strana Italia che stasera, per 90 minuti, si sentirà più tedesca del solito.

Eccoci qua a sentire il fischio di inizio e uno strano brivido: miracolo, illusione, che sarà?

Advertisment

Sarà certamente un’esperienza importante, un altro passo verso la crescita definitiva cui la Juve è chiamata nei prossimi 12 mesi. Sarà certamente una partita spettacolare, perché è nella natura di queste due formazioni rendere sfide similil particolarmente accese.

Da un lato uno spirito di conservazione che comunque non produrrà staticità, dall’altro una sana voglia di dare un po’ di dispiaceri a chi ha creato quel maledetto spread in un altro ambito. Che poi, forse, è lo stesso: la competitività fra nazioni.

Provarci non costa nulla, anzi abbiamo solo da guadagnare da partite come questa. Dispiacerebbe uscire, ma siamo abituati a guardare in faccia la realtà, quale che sia. E allora uscire col Bayern non sarebbe un dramma epocale, visto anche la partita d’andata. Si parte proprio da lì, senza Lichtsteiner e Vidal. Si parte cioè da un approccio sbagliato, pigro. Si parte da lì e Conte è stato fin troppo chiaro a furia di dichiarazioni e “cazzotti” virtuali/reali (chiedere a Mirko Vucinic). Poche ore e si gioca.

Bisogna provarci: provarci per sentirsi più forti!

Advertisment