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Qualcuno fermi Galliani e il suo atteggiamento mafioso

Seconda sconfitta netta. E dire che Conte aveva fatto di tutto per renderli davvero favoriti: dentro i nuovi, compreso il nuovo fenomeno Padoin (sarcastico, ma si rivelerà più utile dei centrocampisti rossoneri), 9 elementi cambiati, dentro tutte le seconde linee.

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Ma niente da fare: l’organizzazione e la preparazione tattica di Conte non hanno eguali in Italia e i numeri sono talmente evidenti che risulta imbarazzante pure giustificarli.

Ma Galliani non ci sta: passi il non dire che certe decisioni di Mazzoleni sono state alquanto dubbie, passi pure il fatto che si stanno lamentando per un fallo di mano sacrosanto di Ibra (abituati come sono a ricevere favori e regali), passi pure la tremenda delusione (Galliani non si fa vedere in TV da una vita, Allegri stava per piangere in diretta RAI), ma certo non può passare questo atteggiamento mafioso nei confronti di Chiellini.

Le parole di Galliani sono gravissime:

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Mi dispiace molto per quello che è successo ieri. Lo conosco bene, è un bravissimo ragazzo, ma non mi è proprio piaciuto il suo comportamento. Oggi ho riguardato molte volte le immagini e non mi sembra sia successo niente di grave. Il giocatore della Juventus poteva evitare quelle dichiarazioni.

Questa in gergo tecnico si chiama intimidazione. Fatta apposta per nascondere il fatto vero: lo schiaffo, il secondo consecutivo dopo Aronica, a Storari vittima di aver detto la verità.

Ma a Milano la parola verità assume tutto un altro significato. La verità è quella che dicono loro: brutta cosa l’arroganza. Se poi unita all’impossibilità di lottare alla pari con i mezzi leciti, vale a dire i 90 minuti su un campo di calcio, allora la cosa si fa davvero triste.

Signor Galliani ci aspettiamo una nuova sacrosanta squalifica perché pugni e cazzotti, schiaffi e mani in faccia agli avversari non sono permessi nemmeno in piazza la domenica pomeriggio, figuriamoci su un campo di calcio dove l’atteggiamento diventa “gesto antisportivo”. Questioni di regolamento, questione di correttezza. Già, correttezza e regolamento… due concetti troppo personali e personalizzati per voi lì a Milano!

Qualcuno fermi questo uomo, ne va del bene del calcio italiano.

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