Menu Chiudi

Qualcuno seguirà Buffon?

La situazione mi pare chiara, fin troppo. Se Gigi chiederà di andarsene è solo perché avrà avuto sentore di altra presa per il culo. Tradotto in termini meno volgari ciò significa che i piani della Juve sono saltati per intero. Niente progetto per vincere, solo una ricostruzione lenta e faticosa, forse neppure tanto fidata. Così Gigi, che ha già avuto modo di dimostrare il proprio attaccamento e serietà, cambierà aria. Mancano pochi anni alla chiusura di carriera e chiuderli in qualche cosa che ha solo il nome di Juve, ma che di Juve vera non ha nulla non è il massimo.

Advertisment

Ipotizzando quindi l’addio di Gigi, a riscontro del quale i vertici bianconeri riusciranno a incamerare pochi milioni di euro (Moggi vendette Zidane per 147,5 miliardi di lire a fronte del suo acquisto per 7,5 miliardi), ci si chiede, fin da questo momento, quale potrebbe essere il suo impatto per le strategie della Juve in termini di mercato.

Chiariamo ancora di più la domanda: senza Buffon, praticamente scappato, quale serietà e velleità per il futuro puoi presentare ai personaggi che intendi acquistare? L’addio di Gigi è sintomo di ridimensionamento, e non certo di rivoluzione. Un conto è rompere con Trezeguet e Camoranesi, ciclo finito per diverse e logiche ragioni, un altro conto è vedere scappare Gigi. Questo punto non può essere ignorato da chi eventualmente firmerà il foglio di via per il portiere Numero Uno al mondo. E soprattutto: chi prenderà il suo posto? Una squadra che intende rilanciarsi può partire con l’incognita del portiere? Chi difenderà i pali per i prossimi anni? Fenomeni in giro se ne vedono pochi e se ci sono costano. Dunque, l’investimento potrebbe essere persino svantaggioso in termini economici: ti liberi del migliore per acquistarne uno più giovane, ma rischi pure di rimetterci in denaro. E scambi non se ne possono fare. Si parla di Sirigu, di Marchetti. Roba da far ridere al confronto di Gigi.

Advertisment

L’unica operazione possibile per dire addio a Buffon sarebbe questa: scambiarlo con qualche pedina di primissimo valore. Il ManUTD è interessato al nostro portiere, così come il Chelsea. Di pedine queste squadre ne hanno da vendere. Ma non c’è Moggi a condurre una simile operazione, quindi rischiamo di trovarci in rosa un altro Tiago o un altro Amauri.

A proposito del brasiliano trovo ridicolo il suo atteggiamento: “Speriamo nel Sudafrica”. Trovo ridicolo il suo essere così arrogante e del tutto incosciente. Due anni alla Juve ne hanno marchiato il valore autentico: buono per la provincia e solo per la provincia. A questo punto devo rettificare un’altra mia posizione: meglio un italiano e giovane che un brasiliano di simile valore arrogante, presuntuoso e di scarso talento internazionale. Anche per lui vale il discorso prima-ce-ne-liberiamo-meglio-è!

Ultima stoccata per un giornale talmente ridicolo da gonfiare i propri conti, compresi quelli degli abbonamenti drasticamente in calo. Come un personaggio politico di cui tutti conoscono i misfatti, la redazione vaneggia strani milioni di tifosi e contatti in ascesa. Dimentica comunque di lavorare, e lavorare bene. Viene però pubblicata, mascherata da difesa intertrista, un’altra intercettazione di Facchetti-il-Santo con Bergamo nella quale il primo, quello che non parlava con nessun arbitro e designatore, chiede di Bertini “con lui abbiamo fatto 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. Ricordagli di fare bene domani e che modifichi la prima colonna, quella con V”. Tradotto: la V sta per vittoria e la richiesta è esplicita. Facchetti vuole una vittoria e si raccomanda con Bergamo. Telefonata irrilevante?

Advertisment