Lazio, poi stop, poi Inter e Champions. De facto sono queste le partite che attendono la Juve. In questo periodo ci sono diverse certezze: il centrocampo che è ancora più forte rispetto allo scorso anno, poi la difesa, i ricambi (leggi Ogbonna in difesa, per esempio) e Buffon. Più l’inserimento di Tevez.

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Ed ecco il primo punto in esame: ma il turno di Llorente?

Lo spagnolo è un ragazzo interessante. Spalle alla porta e col suo movimento piace molto a Conte, anche più di Matri che denuncia un po’ di tecnica sopraffina proprio spalle alla porta, mentre si dimostra molto importante quando si aprono spazi.

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Llorente sul gioco aereo potrebbe garantirci quanto nessuno sin qui è riuscito a garantirci: le partite sbloccate di testa sono una chimera per Conte, a esempio. E dalle fasce dovrebbero arrivare più cross, con maggiore qualità e precisione. Non ci siamo abituati.

Lo spagnolo non disdegna, come da sua carriera, inserimenti di rapina. Un po’ come faceva Trezeguet molti anni fa: quei gol brutti che la Juve non sa fare. Palle sporche trasformate in oro, risultati sbloccati con gol in mischia, con una zampata di un bomber puro.

Difficilmente riuscirà a segnare valanghe di gol, ma Conte aveva dato l’ok all’acquisto proprio per l’apporto tecnico che lo spagnolo porta alla manovra. Complicato dare valore al precampionato bianconero, perciò ne attendiamo l’uso in campo. Già contro la Lazio nel secondo tempo?

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