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Quando la critica si traduce in antijuventinità

L’Italia batte l’Irlanda e si qualifica per i quarti di finale di Euro 2012, dove incontrerà una tra Francia, Inghilterra e Ucraina. Tutto si può dire di questa nazionale, soprattutto col senno di poi facciamo i complimenti a Prandelli e ai ragazzi. Tutta l’Italia è felice, e quando si vince o si ottiene qualche risultato positivo, le critiche e iproblemi, come per magia,spariscono. Ma questo è nel nostro DNA, siamo italiani, non dimentichiamolo.

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Questa nazionale però non ha convinto affatto, e già dalle convocazioni si erano viste le prime perplessità. Dubbi confermati poi dal campo, non una, non due, ma per ben tre volte. Contro Spagna, Croazia e Irlanda abbiamo fatto poco, appunto il minimo. Abbiamo fatto cose non da Italia vera, e questo è dipeso un po’ da tutto. Come detto prima, il positivo oscura il negativo, ed è singolare che, al di la del passaggio del turno, la critica mossa a Prandelli dopo le rime due gare sia stata così clemente rispetto a quella mossa a Lippi dopo le prime due gare del mondiale 2010, in Sudafrica: anche in quella occasione avevamo fatto due punti, ma la critica si era scatenata nei confronti del tecnico viareggino. Perchè?

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Forse perchè pagava lo scotto di essere stato una bandiera juventina. Fu fortemente criticato per aver portato ancora i campioni del 2006 (solo alcuni): ma ora che Prandelli non li ha, nessuno si lamenta del fatto che la mediocrità di questa nazionale in parte dipende proprio dall’assenza di giocatori di una certa caratura. Mister Lippi fu condannato per aver fatto giocare Marchisio fuori ruolo, ma Prandelli nelle prime due ha fatto un delitto con Giaccherini a sinistra. E nella terza ha fatto peggio con Motta dietro le due punte. Marcello Lippi al rogo perchè aveva convocato Montolivo: Prandelli lo ha portato lo stesso, ma non importa. Si parlò molto di Pepe convocato perchè lo aveva appena acquistato la Juventus, ma dopo l’ultimo campionato avrebbe sicuramente meritato un posto nei 23!

E di Cassano? Qui possiamo dire molte cose, ma ne basta una: la critica affermo che Lippi non lo aveva convocato perchè Cassano aveva litigato col figlio: storie di procuratori. È da dire che Cassano aveva fatto ottime cose con la Samp. Ma quest’anno meritava la convocazione, dopo che è stato fuori per ben 4 mesi per un problema di salute? Colpisce quindi che gli errori, commessi dall’uno e dall’altro, siano valutati diversamente, sicuramente non con la stessa obiettività. Dopo il clamoroso fallimento del 2010, si parlò di rinnovamento, meritocrazia, di nuovo corso. Arrivarono Albrtini, Baggio, e anche altri personaggi. Ma cosa è cambiato? Il merito è stato premiato? In parte si, ma gli errori lo commettono tutti. E come tali devono essere valutati. Non possono essere giudicati diversamente solo perchè il colore della maglia è diverso.

Lippi al rogo nel 2010, ma sul piedistallo nel 2006. Eppure li c’era una massiccia presenza di juventini, ma niente elogi. Buffon, Zambrotta, Cannavaro pallone d’oro, Del Piero, Camoranesi. In quattro titolari fissi, con Alex in staffetta a Totti ( e li il capitano della Roma giocò malissimo, perchè appena recuperato da un infortunio, ma nessuno criticò Lippi: chiaro, Totti non giocava nella Juve). Per questo ritengo che la critica anti juventina sia ormai una pratica consolidata: se si perde è tutta colpa dell’ItalJuve. Ricordatelo…

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