Menu Chiudi

Quando rettificare fa rima con “paraculare”

Zeman è un gran paraculo, combatte solo le battaglie che gli fanno comodo”.

Advertisment

Queste parole pronunciate dall’ex capitano bianconero Vialli sarebbero da incidere nella pietra perché raramente qualcuno ha saputo dare una definizione più appropriata al tecnico boemo più perdente ma al contempo osannato dai media della storia del calcio. Una definizione che sarebbe anche una perfetta epigrafe per lui a mio modo di vedere.
E la dimostrazione di quanto avesse ragione Vialli l’ha data praticamente in tempo reale proprio Zeman. Non che ce ne fosse bisogno, ma la quasi contemporaneità degli avvenimenti ha un risvolto quasi comico.

Infatti ieri Zeman ha stupito tutti dicendo per una volta una cosa condivisibile da parte dei tifosi della Juve: “Abete è un nemico del calcio”.

Dopo qualche ora di comprensibile panico a Trigoria e dopo un probabile giro di telefonate tra Baldini, la Figc e il Coni ecco spuntare una rettifica imbarazzante affidata all’Ansa dal tecnico boemo, meglio noto come il messia boemo per diversi addetti ai lavori che si ritengono grandi intenditori:

Quanto dichiarato non era riferito alla persona del presidente della Figc, ma al sistema calcio.

Ma cosa vuol dire? Ma che rettifica è?

Advertisment

Solo una bella mossa da “paraculo” come direbbe Vialli, motivata da interessi che vanno ben oltre l’integrità morale che tanto ostenta solo quando vuole combattere “le battaglie che gli fanno comodo”. Battaglie che appunto gli fanno comodo per ottenere quella visibilità che i successi sportivi gli hanno sempre negato e per trovare giustificazioni preventive o a posteriori per futuri o passati fallimenti.
Proviamo a fondere la dichiarazione originaria di Zeman, cioè “Abete è un nemico del calcio”, con la rettifica “Quanto dichiarato non era riferito alla persona del presidente della Figc, ma al sistema calcio”.

Quello che si ottiene è: “Il sistema calcio è un nemico del calcio”.

Ma che roba è? Se devi fare una rettifica per dire una cosa senza senso fai prima a tacere. Sembra una di quelle frasi che puoi incontrare in un esame di Filosofia del Linguaggio o di Logica che fatichi a capire e devi scervellarti per memorizzare il procedimento logico spropositatamente allucinante di chi l’ha ideata.

Ma questa è solo la mossa disperata di un “paraculo” timoroso. Anzi, fintamente timoroso, perché sa benissimo che agli amici si perdona tutto, infatti nella rettifica non si intravede neanche un briciolo di impegno per esprimere una scusa sensata.

Eppure “Zeman dice quello che tutti pensano ma pochi hanno il coraggio di dire” secondo il presidente del Coni Petrucci, nonché ex vicepresidente della Roma. Petrucci era intervenuto prontamente al fianco di Zeman e di Abete nella loro battaglia contro Conte, per esaltare il primo come un paladino della giustizia, e per difendere il secondo come un bambino in lacrime che si ciuccia il pollicione seduto in un angolo dopo essere stato offeso. E adesso, invece, tutto tace. Il silenzio di Abete e di Petrucci è assordante dopo l’accusa di Zeman e l’imbarazzante rettifica.

Siamo sicuri che se avesse detto una cosa del genere un altro allenatore di serie A, quello campione d’Italia in carica e imbattuto, sarebbe partita immediatamente una spedizione punitiva capitanata da Palazzi benedetta da Abete e Petrucci e santificata dall’alto da Zeman, il “paraculo” più incensato della storia.

Advertisment