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Quelle strane analisi del mondo del calcio

In queste prime settimane si è assistito a un po’ di tutto, e di più. Sconfitte pesanti, facili vittorie, errori, sviste. Ma la cosa più clamorosa è assistere a certe analisi di grandi personaggi del mondo del calcio rispettosi di copioni già scritti da editori e conduttori e proprietari di giornali, TV e trasmissioni.

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Cominciamo con le prime della classe, cioè l’Atalanta di Milano, la Roma e il Milan, partendo dai rossoneri. La rosa è praticamente identica a quella dello scorso anno, con un paio di utili innesti. Robinho e Ibra servivano più per una probabile campagna politica di riconferma di Berlusconi e certo le cifre reali non sono quelle stampate sui giornali. Impossibile crederci, almeno. Il povero Allegri si ritrova così in mezzo a un casotto senza fine: Ibrahimovic dove lo metto? Intanto lo svedese segna, ma la difesa non regge: 3 pareggi in campionato, una vittoria risicata contro uno sciupone-Auxerre e poche certezze, a parte il clamoroso colpo Boateng (la cui vicenda andrebbe approfondita, ma, evidentemente, c’è qualcosa sotto). La squadra rossonera non mostra equilibri. Là davanti può far male, ma è lo stesso male che le avversarie procurano alla difesa in maniera puntuale. Inoltre Abbiati non appare così sicuro tra i pali (leggi Capuano).

La seconda classificata nel torneo aziendale 2009/2010 è partita malissimo. Dopo aver acquisito Borriello e messo fuori dai giochi Baptista e aver riconciliato la famiglia Burdisso (con scarsissimi risultati in campo), Ranieri ha semplicemente mostrato, ancora una volta, il perché a Torino lo volevano fuori dalla Juve a tutti i costi. Partenza da brivido, con errori, nervosismi, scarso gioco, tanti gol presi, una condizione traballante e un po’ di infortuni. Come al secondo anno di Juve: non può essere solo un caso. E cominciano le prime lamentele: arbitraggi, cartellini che ci potevano stare, gol da polli, fantasmi di Lippi, Nereo Rocco o Trapattoni. Guardare sempre fuori e non dentro, una sorta di regola non scritta di Ranieri e i suoi. Beati gli avversari.

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Chi proprio non si è potuto lamentare degli arbitraggi è quel grande etico dello sporto che risponde al nome di Massimo Moratti. Non ha comprato nessuno perché deve rassettare il bilancio ampiamente falsificato dal 2001 ad oggi. Non ha comprato nessuno perché intento a raddoppiare gli ingaggi dei propri giocatori nonostante le false cifre stilate dall’House Organ di color suino. Nicchi però è sempre vigile e la protezione è completa. Così, visto che non viene cagato da quel di Torino, provvede in prima persona a scatenare le liti. Prima se la prende per i falli commessi da altri giocatori (leggi fallaccio di Burdisso), poi gufa contro ex-calciatori (leggi Ibra che però aveva segnato e continua a segnare), quindi scaglia frecce avvelenate contro la Juve.

Motivo del dissidio è l’incontro fra Marotta-Agnelli con Abete. Ma Marotta-Agnelli e Abete non si sono incontrati in un locale nottuno all’ora di chiusura, né negli uffici della Saras a mo’ di 007. Semplicemente, nel corso di una burrascosa trattativa giocatori-società Marotta e Agnelli hanno illustrato i contratti brillantemente studiati e attuati dalla NUOVA dirigenza juventina. Il primo a firmare contratti-a-rendimento (in cui cioè esiste un fisso e una grande parte variabile legata a prestazioni personali e di squadra, così come in tutte le società del mondo) è stato Motta. Il prototipo del contratto è stato accettato dalla Lega e può essere preso a esempio per i successivi ingaggi. Certo, inutile nascondere come Marotta e Agnelli abbiano fatto accenno alla spinosa vicenda chiamata Calciopoli-bis. Fra pochi giorni Moggi, a Napoli, sentirà Moratti e Galliani e Abete parlare in aula, davanti al giudice Casoria. Ne sentiremo delle belle. Intanto la difesa Moggi ha presentato i CD con le nuove telefonate che la FIGC non poteva non prendere  sul serio. Si è discusso di questo e la Juve chiede un po’ dignità umana, dopo aver pagato un prezzo altissimo.

Tale prezzo altissimo è stato fissato da Moratti in persona, che dal 2006 ad oggi ha costretto una nazione intera a rendersi partecipe del più triste inganno calcistico, ben documentato all’estero. L’unico rimasto a credere alle vittorie di cartone è proprio Moratti. Contento lui, scontenti tutti gli altri. Ma è l’Italia. Ci piace così. Forse!

Chiusura dedicata alla buffonata che ha coinvolto Cassano. Il talento di Bari Vecchia ha saltato il match di ieri sera per affaticamento. La stampa, certa stampa, si è subito buttata costruendo una favoletta che non esiste. Fantantonio ha giocato, sin qui, 9 partite di fila fra Preliminari, Campionato, Nazionale. E non siamo ancora a fine settembre. Qualcosa di eccezionale, qualcosa di distruttivo per le gambe di quello che, ricordiamocelo, è pur sempre un ragazzo di 28 anni. Ancora una volta ci dimentichiamo che quei cosi che indossano le maglie che tifiamo sono dei ragazzi fatti di carne e ossa, e non motorini che vanno a benzina. Un po’ di clemenza per i limiti del fisico umano non guasterebbe. Con buona pace di quei critici del calcio che, prima di ogni articolo pubblicato, dovrebbero sostenere l’antidoping. Loro sì, per tutte le cazzate che sparano. Salute a tutti!

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