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Questione di cultura sportiva

Partiamo da un punto: chiunque accenni a cori discriminatori va punito. Chiaro. Inoppugnabile.

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Altro punto è la coerenza nelle punizioni. Vale sempre per la Juve, con la preparazione mediatica della squalifica (vedere anteprima di Juve-Napoli a MediasetPremium), ma vale molto meno per gli altri.

Questione di cultura sportiva.

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Questione di intelligenza e di una Federazione terza e imparziale. Un sogno. Una non realtà in Italia.

Capita perciò che la curva rossonera venga graziata, che la curva nerazzurra venga diffidata, ma la curva bianconera squalificata. E la squalifica della curva bianconera appare corretta. Magari andrà trovato un sistema per capire come distinguere sfottò (che non devono essere eliminati dal calcio) dai cori discriminatori. Capire anche cosa è discriminatorio: i riferimenti falsi alla Juve ladra o a Pessotto o all’Heysel sono discriminatori? O sono goliardici?

Questione di cultura sportiva. A cominciare da chi fa l’opinionista e riceve invece lezioni da parte di Conte. A partire da chi scrive falsità sui giornali sportivi ogni mattina. A chi sceglie con cura titoli e sommarietti. A chi manovra le moviole.

Questione, semplicemente, di cultura sportiva.

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