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Questo Del Neri mi piace: prima di Napoli-Juve!

Attendevo questa conferenza stampa. E’ un Del Neri carico, molto lucido e determinato quello che si è seduto di fronte ai giornalisti prima del match contro il Napoli. E’ sembrato a tratti duro e a tratti molto convinto del lavoro svolto dopo la disfatta di Parma. Indipendentemente dal risultato che uscirà fuori dallo stadio San Paolo, quello di Del Neri è l’atteggiamento giusto per tenere in pugno il gruppo e ripartire.

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Non ha mai tentennato durante il botta e risposta e non ha mai preso pause lunghe dopo ogni domanda. Buon segno. Ecco per voi il video della conferenza stampa di cui commenterò solo qualche estratto.

Eccone alcuni, per me significativi.

La Juve non può permettersi di rimanere scoperta in nessun ruolo.

E’ una chiara risposta a quanti stanno fantasticando sul mercato invernale o a quanti, incoscienti o chissà cosa, stanno chiedendo l’impossibile a una dirigenza fin qui da applaudire per quanto fatto. Ed è pure un invito a Marotta e Andrea Agnelli a rivedere, forzatamente, i piani strategici che puntavano a un rafforzamento più a giugno piuttosto che a gennaio. Ma la sfortuna si è accanita spudoratamente sulla Juve privandola della punta di diamante, cioè Fabio Quagliarella. Ora serve una scossa forte sul mercato, consapevolmente serve pure tenere d’occhio bilancio e necessità future (tipo i soldi necessari a riscattare Aquilani e Quagliarella).

Chi capisce resta e viaggia. Chi non capisce… si accomodi.

Penso a Simone Pepe e alla umiltà e forza nell’accettare panchine su panchine. Eppure Simone Pepe ha fin qui giocato una stagione di buonissimo livello, impreziosita da qualche gol. Sulla fascia macina chilometri e il piede destro non è mica male. Duttile, perché impiegato sia a sinistra sia a destra, perfino da terzino. Dà l’anima in campo e si sbatte sempre, correndo e rincorrendo. E’ un prezioso alleato per questa Juve e un esempio di comportamento, visto che qualcuno lo descriveva come testa calda.

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Poi penso a tanta altra gente di cui non farò il nome. Insomma, il richiamo di Del Neri è parso preciso. Il passato recente ha insegnato come un gruppo non unito possa frantumare ogni tipo di desiderio e lavoro. Gente che pensava ai propri interessi, gente completamente scollegata dal progetto di squadra. L’aver riportato lo spirito di gruppo e la coesione di intenti è certamente un merito del Presidente e del Direttore Generale. Ora serve dare un giro di vite, ancora una volta, sempre di più, per saldare questi concetti e questi valori. E per tirare fuori dal gruppo la forza necessaria a superare un momento che non è oggettivamente brillante. Io l’ho interpretata così, questa frase. Vabbé, facciamoli i nomi: il riferimento a Sissoko (descritto come nervoso dall’essere considerato seconda linea) e a Amauri (che definire seconda linea è perfino eccessivo, per rispetto a tanti altri attaccanti) appare scontato. E non è un caso che sono proprio queste due pedine a scaldare il mercato in uscita.

Perdere Quagliarella e Felipe Melo ha prodotto un danno grave al gruppo e abbiamo pagato.

E’ la sua motivazione alla sconfitta e disfatta patita contro il Parma. Dargli torto è impossibile. Ha poi proseguito l’elenco di cosa non è andato e ho trovato tutto giusto: corsa, determinazione, convinzione, mancanza di reazione dettata da una testa forse scarica. A lui il compito di ricaricare il gruppo. Vedremo già stasera. Prendersi la responsabilità è però segno di umiltà e di intelligenza. Cosa rara in questo mondo dove si cerca di addossare la colpa sempre agli altri.

Nessuno può cancellare quanto di buono fatto fino a oggi!

E’ forse la frase più bella. Ho letto e sentito troppe critiche, alcune anche pesanti. Addirittura di gente che professa la propria fede bianconera e sulla quale avrei più di un dubbio. Come si fa a bestemmiare in questo modo? Per 18 partite, più 6 europee, più un altro paio estive di qualificazione, abbiamo assistito a una lenta, ma progressiva crescita di gruppo, gioco, valori tecnici. Abbiamo  vinto, clamorosamente pareggiato, e poche volte perso. Tre volte in tutto, per la precisione. Siamo lì, in una classifica relativamente corta. Siamo lì e potevamo benissimo essere più su. senza quei pareggi clamorosi contro Bologna, Chievo e io ci metto pure l’Atalanta di Milano e la Roma. Siamo lì e quanto di buono fatto non può essere spazzato così facilmente per una sconfitta che non arrivava da un numero alto di partite utili consecutive. C’è uno strano senso negativo che deve scomparire in fretta. Altrimenti si ricade in errori già commessi in passato. E non possiamo permetterceli.

Su Felipe Melo, poi, io e Mister Del Neri e, fortunatamente, altri 10 milioni di tifosi, la pensiamo allo stesso modo. Ha giocato fin qui in modo stupendo. Ha dalla sua sole 4 ammonizioni e una media voto alta. Più prestazioni eccezionali. Una sfuriata del suo istinto era preventivabile. L’importante è che la prossima sfuriata avvenga nel prossimo campionato.

Martinez sostituto di Quagliarella? Non scherziamo!

Ciò può significare solo che stanno vagliando un set di nomi dai quali uscirà il prossimo colpo. Almeno ci spero.

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