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Ravezzani su Calciopoli: mi sembrava strano…

Nemmeno 24 ore ed ecco il secondo articolo su Calciopoli. Nemmeno 24 ore ed ecco che torniamo al punto di partenza: a nessuno interessa veramente la farsa, a nessuno interessa veramente capire cosa sia effettivamente successo. Conviene viceversa a molti, moltissimi, perdurare in questa situazione completamente illegale e che ha portato il nostro calcio a un livello pessimo di educazione, rispetto, lealtà, risultati.

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Nemmeno 24 ore e i complimenti trasversali che si era beccato il buon Fabio Ravezzani adesso sono messi seriamente in discussione. E non che sia una critica, ma proprio un rimprovero. Non fai in tempo a mostrare coraggio che sei costretto immediatamente a rivedere le dichiarazioni e tornare a scrivere come prima.

C’è un fatto che comunque bisogna sottolineare con forza: Ravezzani è stato (mi fido di certe persone) molto coerente in questi anni. Ha una sua posizione che ha mantenuto stabile e perciò va apprezzato. E credo, sicuro di una sua intelligenza e indipendenza concettuale, che molti argomenti che lui reputa ancora pieni di mistero e dubbio sono in realtà molto semplici da capire e analizzare. E non già perché vengono visti da un tifoso bianconero o nerazzurro, ma perché è la logica che impone alcune semplici affermazioni e alcuni netti ragionamenti.

Svuotiamo la mente dagli ultimi 10 anni di calcio, anche 15 o 20. Proviamo a riassumere cosa è successo fino a Calciopoli, dal momento in cui la Triade ha preso in mano il progetto Juve di Umberto Agnelli rendendolo uno dei più interessanti e fortunati nella storia del calcio. Sarebbe un colpo basso riportare i centinaia di articoli internazionali che non hanno alcun interesse a difendere la Juve (anzi, varrebbe esattamente il contrario ragionando con un tasso di intelligenza pari a quello italiano, e cioè meschino) né a prendere posizione circa Calciopoli e il Processo di Napoli.

Da una parte la Triade che senza scucire assegni multimiliardari alla proprietà ha avviato una gestione pressocché perfetta in ambito finanziario e tecnico. Allestendo rose molto competitive e creando un gruppo di lavoro dai meccanismi ben collaudati. I risultati sono oggettivi e fuori discussione perché imporrebbero complotti in stile NASA (siamo mai andati sulla luna?) o chissà quali assurde storie di vittime, truffatori e via così. Non sempre la Juve partiva col favore dei pronostici, valutando le individualità in valore assoluto, ma le caratteristiche di combattività e organizzazione hanno avuto la meglio sui soldi, sugli investimenti, sul mercato.

Dall’altra parte c’è un Petroliere, un ricco Signore milanese con tanti soldi disponibili per un giocattolo che non ha mai trovato i giusti ingranaggi. Basta dare un’occhiata ai bilanci nerazzurri con perdite mostruose sulle quali ci sarebbe realmente da riflettere e indagare. Basta abbozzare una lista dei fenomeni di mercato acquistati a suon di milioni e miliardi poi rivelatisi un vero flop. Basti stilare un’analoga lista di tecnici che sono stati ingaggiati. Basti guardare una lunga sfilza di risultati piuttosto oggettivi e figli di un’improvvisazione che nel calcio non paga.

E’ paradossale, ma proprio la Juve degli ultimi 5 anni conferma quanto scritto fino ad adesso. Ed è quello che i tifosi bianconeri rimproverano alla società, senza per questo tirare in ballo complotti internazionali contro la propria squadra. Se il management juventino fosse riuscito ad azzeccare pochi colpi di mercato e uno staff tecnico di medio livello, la Juve avrebbe avuto le capacità per competere realmente con la pochezza del calcio italiano degli ultimi anni. Questo è il più grande rimprovero ai comici Elkan e Blanc, o ai dilettanti allo sbaraglio quali Secco e Ranieri.

Viceversa per 15 anni abbiamo assistito a un continuo martellare su condizioni anomale del calcio italiano, perché Moratti ha insegnato a guardare sempre in casa altrui. Mai si sono riconosciuti errori palesi e gravi nella gestione dell’Inter, tipo i miliardi spesi per pagare un inconsistente Recoba (pupillo del Presidente) e chissà quanti altri giocatori, o i colpi di mercato naufragati nel nulla. Una rabbia che tutti i tifosi hanno mostrato costantemente nei confronti della proprietà e sagacemente virata contro un obiettivo preciso: la Juve di Moggi, Giraudo e Bettega, rea di vincere e dominare, senza i mezzi economici di Moratti, ma con competenze nemmeno lontanamente paragonabili a quelle in casa nerazzurra. Rabbia trasformata in inganno chiamato Calciopoli. Unico strumento per poter sovvertire il campo e provare una folle ebbrezza di vittoria, folle quanto falsa.

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Caro Ravezzani esistono documenti e intercettazioni, come dice lei, e soprattutto centinaia di testimoni. Esistono filmati ed esistono logiche dello sport che non riescono proprio a dar credito a Calciopoli. Anzi intimano, se non si vuol perdere dignità e faccia, di pensare esattamente al contrario.

Ciò che lei rileva su Narducci e il modo di condurre una vicenda così pesante e vigliacca è corretta e andrebbe spiegata con molta più precisione, con molti dettagli. Perché delle due l’una: o Narducci ha condotto malissimo il suo lavoro, unidirezionale e con una qualità molto bassa di dignità e deontologia professionale, o la conduzione è stata dettata e quindi è stata truccata. La seconda ipotesi, molto più plausibile della prima, mette ai brividi perché ciò vorrebbe dire che il movimento del calcio italiano è stato ingannato, plagiato, stuprato (stavolta sì). E qualcuno dovrà pagare per questo.

Non tornano infine dichiarazioni e tempi. Sui tempi siamo costretti tutti quanti ad attendere. Ancora attendere. C’è un giudice, tal Casoria, che si è espressa in modo molto netto e pesante e per questo ha messo tanta paura in Moratti, in Narducci e Compagnia Cantante.

Non torna il ragionamento di De Laurentiis per esempio che ebbe a dire che dopo Calciopoli c’è stato spazio per tutti, mentre rileggendo i vincitori del Torneo Aziendale si nota solo l’organizzatrice del Torneo con al più qualche apparizione della Roma nella Coppa Aziendale (cioè le uniche formazioni a essere state tenute fuori da Calciopoli). De Laurentiis ebbe a dire pure che ora il calcio è pulito, salvo smentirsi ogni santa domenica in cui il Napoli non prende 3 punti gridando a complotti, a un Napoli che dà fastidio, a campionati paralleli e via così. Riducendosi a buffone, prima ancora che incoerente.

Non torna il ragionamento di Zamparini secondo cui non è il suo atteggiamento a fare male al Palermo, ma qualche altro strano complotto che vuole i rosanero fuori dal quarto posto e dalle Coppe. Avrà creduto sul serio ai propositi di scudetto di Zenga, cacciato dopo pochi mesi dallo stesso Zamparini?

Non tornano le dichiarazioni e le intercettazioni, alcune delle quali, caro Fabio Ravezzani, sono molto più gravi rispetto a quelle imputate a Luciano Moggi.

Non tornano le dichiarazioni di Preziosi secondo cui bisognerebbe chiudere la pratica Calciopoli in modo veloce e indolore. Indolore per chi? Ha qualcosa da nascondere?

Non torna la parcondicio arbitrale su cui nessuno ha mosso un dito e la sola frase è invece di una volgarità e di una pericolosità unica nel suo genere.

Basterebbe che Nucini tornasse a rispondere, magari davanti alla Casoria. Basterebbe che il Petroliere si presentasse in aula a rispondere a semplicissime domande. Poi la giustizia farà il suo corso. Sempre che è questo che l’Italia vuole davvero? Ma ho i miei dubbi.

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