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Regaliamo giocatori a una Nazionale che non ci merita

Otto bianconeri non potranno essere ai servizi di Conte. Otto titolari, in realtà sette più uno (se Giaccherini perdonerà questo nostro pensiero). Ma la storia non cambia molto. Senza la Juve non si fa l’Italia e anche stavolta Prandelli è aggrappato alla Juve. Il senso di ipocrisia di questo paesucolo è ormai insopportabile.

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In bianconero criticati, in Nazionale salvatori della patria. Qualcosa non torna, tranne per quelli che sono abituati a giocare due partite contemporaneamente, con regole proprie addirittura.

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Così Conte si ritrova, a pochi giorni dalla delicata sfida di Monaco (perché per preparare una simile partita non bastano due giorni), con la rosa sventrata. Quasi completamente sventrata da Prandelli.

Tre difensori, i migliori in Italia e fra i migliori in Europa se i numeri contano ancora qualcosa. Il miglior portiere al mondo. Il miglior regista al mondo insieme allo spagnolo Xavi. Uno dei centrocampisti più apprezzati al mondo come Marchisio. Poi Giaccherini e Giovinco.

Lo chiamano il blocco Juve o la chiamano anche ItalJuve, a me ormai non interessa più. Mi ritrovo a tifare contro per il motivo semplicissimo di preservare i miei beniamini da fatiche che non ci competono. Non ci competono perché il grado di sevizia mediatica a cui siamo destinati da un po’ di tempo non riesce a farci sorridere, a farci sentire orgogliosi di mandare otto giocatori in Nazionale. La Nazionale, di questo paesucolo, non la sento mia. Che ci posso fare? C’è solo la Juve, solo e soltanto la Juve. E me la portano via questo fine settimana per dare una mano a chi ci ha già rovinato una volta e vorrebbe rovinarci ancora: la FIGC.

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