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Risposta ad Aldo Agroppi: la coerenza di Conte

Aldo Agroppi sta alla Juve come Emilio Fede al Giornalismo. O, stesso discorso, la valutazione di Agroppi sulla Juve è equivalente alle dichiarazioni di Fede su Berlusconi: entrambi praticano il falso.

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Abbiamo suggerito ai nostri lettori che certe scelte di Prandelli, almeno dialettiche, viste le frasi dette in estate, sono dettate più dalla FIGC che da libertà di pensiero. E’ un dato di fatto, punto e basta. Così come è un dato di fatto la coerenza impressa al codice etico: De Rossi è un calciatore, De Rossi ha sbagliato (perché un pugno sul campo è un pugno), De Rossi non viene convocato. Attaccare una persona quando pratica la coerenza è davvero imbarazzante, visto che poi si fanno passare altre frasi tipo quelle di Mazzarri o di Allegri o di Zeman.

Stesso discorso per Conte. Secondo Agroppi:

Facile escludere il diciannovenne Pogba. Sarebbe stato lo stesso coi senatori, tipo Buffon o Pirlo?

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Sì, sarebbe stato assolutamente lo stesso. Resta il problema di Buffon e Pirlo: questi ragazzacci sembrano proprio aver riportato dentro lo spogliatoio bianconero i valori e i concetti che hanno fatto grande la Juve e cioè spirito di sacrificio e rispetto delle regole. Per esempio alla Juve nessuno simula uno stiramento avvenuto in doccia per saltare un volo oceanico…

Pogba ha sbagliato e addirittura ha ammesso l’errore sebbene secondo il ragazzo si sia trattato di un malinteso. Detto questo, ci tornano in mente le parole di Alessio dopo Juventus-Bologna e capiamo allora che alla Juve la gestione dello spogliatoio è una priorità. Pogba l’ha capito, Raiola non ha mai capito perché ha in mente solo i propri interessi bancari, ma a quanto pare alla Juve il metodo Conte sta funzionando. Sta funzionando perché i dati sono evidenti: attacchi da mille fronti e il gruppo non si è mai sgretolato; continui cambi di gerarchie e nessuna uscita pazza di qualche scontento (e ce ne sarebbero di scontenti alla Juve); interviste tutte molto simili fra loro, quasi come se i ragazzi andassero a lezione di comunicazione dal Prof. Conte; e via così.

Ci dispiace Agroppi: sed lex dura lex, più o meno come sul campo. Le regole sono uguali per tutti, sono altri che tentato continuamente di eluderle.

Tornando e finendo su Conte… quale altro allenatore ha avuto la capacità di schierare la squadra bis per molte volte durante la stagione? Col motivo che a Conte servivano i giocatori più in forma e non quelli col nome più importante? Una partita su tutte: semifinale di andata contro il Milan a San Siro: Marrone in campo, Caceres in campo, fra quelli che si sono maggiormente distinti.

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