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Roma-Juventus 1-1 Piccola Juve, cosa combini?

Per niente contento, per nulla soddisfatto. Altri due punti in classifica persi. Prestazione molto opaca e mi trovo in completo disaccordo con quanto scrivono i giornali. E proprio gli elogi dei giornali per il primo posto sono la conferma che qualcosa in questa Juve non è andato.

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Mi viene da pensare che i giocatori hanno molto pensato alle assenze giallorosse. Di fatto sono sicuro che abbiano preso sotto gamba l’impegno. Già perché la stanchezza e la mancanza di lucidità, dopo 13 partite tiratissime, posso pure capirlo, anzi giustificarlo, perché è fisiologico. Ma a me non è piaciuto l’atteggiamento della Juve. E non è piaciuto nemmeno a Conte: basta vedere gli sguardi del primo tempo e le parole misurate a fine match.

Forse sono troppo cattivo, forse siamo stati abituati fin troppo bene, ma se qualcuno si sente già sazio e appagato… ha fatto malissimo i conti. Qui, da quest’altra parte della barricata, c’è gente che ha fame e tanta di quella rabbia agonistica che non può vedere una squadra che corre poco e male dal centrocampo in su. E dire che in questa settimana, Marchisio a parte, avevano tutti riposato.

Aver ridato vita a una Roma morta, addirittura concedendo il lusso ai giallorossi di beccare numerose sufficienze in pagella, la leggo come una sonora sconfitta. Il liscio di Vidal è tanto clamoroso quanto indice che qualcuno ieri aveva la testa oltre l’Olimpico di Roma. E questo, per la Juve di Conte, è inaccettabile.

Mi viene inoltre da pensare che a questo punto occorre intervenire sul mercato. E spiego subito il perché.

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Ieri l’assenza principale è risultata essere quella di Vucinic. Il suo estro negli ultimi metri e la sua capacità di intervenire durane la costruzione del gioco è fondamentale per la Juve in ottica di imprevedibilità. Mi sono andato a rivedere tutte le azioni d’attacco della Juve e c’è sempre lo zampino di Vucinic e il suo assist (o il suo creare costantemente la superiorità numerica). Ergo occorre un giocatore con quel talento: la Juve in questo momento non ce l’ha. O se trova la giornata storta di Vidal e Marchisio (ieri ampiamente insufficienti) ecco che rallenta e regala probabilmente il sorpasso alle rivali. Serve gente di assoluta qualità, gente che trova la giocata anche in una giornata storta epperò ti risolve la partita e vai a casa con i tre punti. E pazienza se è mancato il gioco o se fioccano le insufficienze.

Il primo posto, questo primo posto, equivale, per come vede il calcio uno abituato alla Juve di Lippi e Capello, a un secondo posto. L’involuzione di Matri, la stanchezza di Marchisio, l’appannamento di Vidal sono stati i punti chiave di un pareggio scialbo. E la Juve non possiede i ricambi di qualità. Forse serve davvero Tevez visto che Quagliarella continua a non buttare dentro i palloni (l’anno scorso avrebbe segnato il gol sbagliato e si sarebbe pure fiondato in area su cross di Giaccherini a tempo quasi scaduto).

Ottimo invece, e qui scatta il paradosso, l’inserimento di Elia. Krasic andrà via, ormai è appurato, mentre l’olandese manda chiari segnali di ripresa. Per poco non risolve anche questa partita con un’accelerazione paurosa e delizioso assist a liberare Quagliarella. Deve solo stare più calmo e la Juve si troverà a casa un tesoretto da far correre su una delle due fasce.

Sarà forse un commento a caldo, ma ieri, e non importa come, serviva vincere. Non tanto per il +4 sul Milan, ma proprio per una questione psicologica. Vincere, e non importa come, per dare un segnale di forza assoluto, invece abbiamo dimostrato di poter rallentare anche con una squadra messa proprio malissimo. Non ricordo parate di Buffon, a parte il rigore (a proposito: ben tornato SuperGigi!), non ricordo una Juve in affanno se non per demeriti propri. E faccio però pure fatica a ricordare assalti alla porta giallorossa, con un Matri irriconoscibile, un Pepe poche volte incisivo e un Marchisio latitante.

L’unico che ci ha messo il solito spirito di sacrificio è Vidal (l’unico pure a tentare la via del gol da fuori area). Bene pure Estigarribia cui è mancato un uomo in appoggio (leggi Marchisio) per spadroneggiare sulla fascia. E la Roma ieri schierava De Rossi centrale di difesa, Viviani a centrocampo, Osvaldo (che lo perdoni Batistuta se questo giovanotto dice di essere addirittura meglio dell’ex-bomber della Fiorentina) e quel Totti. Pareggiare così fa male.

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