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Roma-Juventus: cambio di modulo?

Chiellini è out. Rimarrà ai box per circa 30 giorni. Proprio nel periodo più delicato.

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Del Piero sarà non convocabile per almeno 2 settimane.

Insomma, per Del Neri si fa durissima. E chissà cosa potrà inventarsi con Quagliarella e Del Piero (praticamente i due geni che avevano trovato le soluzioni giuste in ogni partita) fuori dai giochi e con Iaquinta out. La Juve cominciò la stagione con 4 punte: il Capitano, il Genio napoletano e gli arieti Iaquinta e Amauri. A 24 ore dalla sfida delicatissima dell’Olimpico le scelte di Del Neri sono praticamente obbligate: il neo-acquisto Alessandro Matri, che sta mantenendo ottime medie di prestazioni e gol, e uno degli ultimi arrivati e cioè Luca Toni. Praticamente l’attacco che Marotta ha messo a disposizione in tutta fretta. In più diventa fondamentale, ora più che mai, l’acquisto di Barzagli che dovrà sostituire Chiellini.

A sinistra Del Neri metterà Grosso perché non vi sono più terzini. Mistero assoluto le condizioni di Paolo De Ceglie. Siamo ad aprile, sta arrivando Pasqua, ma Paolino continua il suo percorso di recupero che a questo punto dovrebbe essere bello e concluso. Traoré… beh, questo ragazzo dovrebbe buttarsi dentro la fontana di Lourdes.

A destra ho i brividi: rivedere uno fra Grygera e Motta essere puntato da Menez o Vucinic… mi procura dolori fortissimi al petto. Meglio il biondino danese che si è rivelato la più piacevole sorpresa di quest’anno.

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L’assenza di Del Piero è pesantissima, ma obbliga Del Neri a inventarsi qualcosa. A Cagliari funzionò a meraviglia lo sviluppo di un 4-3-3 che all’occorrenza si trasformava in 4-5-1, con gli esterni, Pepe e Krasic, che arretravano sino alla mediana, senza la necessità di coprire per intero i 100 metri della fascia di competenza. Con tutta la libertà di accentrarsi o allargare la difesa avversaria, consentendo ai centrocampisti di arrivare a rimorchio per servire l’assist al centravanti o tentare la via della rete.

Fu una Juve carina, bella da vedere a tratti e molto spavalda. Forse perché i ruoli erano quelli giusti. Con Aquilani con meno compiti difensivi e più lucido dalla trequarti in poi, forse nella sua posizione naturale. Con Marchisio libero di offendere ed è una sua qualità importante. E Felipe Melo in mezzo a fare legna. In copertura, sia Krasic sia Pepe sia Marchisio e Aquilani sono riusciti a mantenere equilibrio e coprire alla perfezione il campo. In difesa occorre attenzione e tanta concentrazione.

Sarà questa la Juve che domani affronterà la Roma?

E quando la fortuna deciderà, anche solo per una volta, di bussare alla porta di Vinovo?

Ma soprattutto: l’avvento di Di Benedetto procurerà un qualche sintomo di bontà da parte di Rocchi? Dico questo perché un mio grande amico giallorosso ha appena finito di scrivermi un messaggio inquietante. Contento lui!

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