“Niente Barca, meglio così!”. Così si è espresso l’agente di Giuseppe Rossi, quel Pastorello che qualche settimana fa a Torino incontrò Beppe Marotta.

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Pepito non vestirà il blaugrana, e pare sia stata una problematica esclusivamente economica. Il che è strano.

Io tenderei a ragionare in questo modo. A Udine, in un contesto particolarmente fertile, Alexis Sanchez ha mostrato sinfonia: dribbling e velocità come pochi al mondo, ottime segnature e ottimi assist. Ma a Udine, in un campionato, quello italiano, particolarmente scadente (Europa dixit). Bisognerebbe vederlo all’opera in un circuito internazionale, quale potrebbe essere già la Copa America di quest’anno.

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Il giocatore bianconero vorrebbe giocare la Champions, Pozzo invece vorrebbe intascare parecchi milioni.

La domanda ora è la seguente: ma vale davvero quello che Pozzo chiede? Cioè più di 30 milioni di euro?

Per Giuseppe Rossi è stata offerta una cifra nettamente inferiore e il Villareal ha rifiutato. Valuta il suo gioiellino al pari di Sanchez, se non qualcosa di più. E forse a ragione, visto il curriculum di Giuseppe Rossi e i suoi numeri.

Così la domanda successiva che balza alla mente dei tifosi è: siamo sicuri che conviene svenarsi per Sanchez e Aguero (che è e resta il mio preferito in assoluto, anche più di Tevez) spendendo più di 30 milioni di euro quando presumibilmente è possibile prendere Rossi per meno?

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