Complicare è semplice. Semplificare è complicato. Si potrebbe tradurre così l’esperienza della Juve a Sassuolo, con tre punti acciuffati con la rabbia esplosa solo dopo averle prese.

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Non serviva Rudi Garcia per spronare il Sassuolo. Avrebbero comunque giocato alla morte. Ci piacerebbe vedere lo stesso atteggiamento anche contro la Roma. Perché i rischi corsi sono stati enormi. Come deve essere in un torneo chiamato Serie A.

Apre Zaza, bianconero voglioso di tornare a Torino da protagonista. Un attaccante particolare, non certo un bomber. Uno magari buono per un 4-3-3. Insieme a Immobile, Gabbiadini, Berardi (ieri assente). La Juve ha il futuro in casa, basterà scegliere. E scegliere bene.

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Il presente si chiama Carlitos Tevez. Peso specifico altissimo, da numero 10 appunto. Classe da vendere. Roba da urlo, con i tifosi letteralmente rapiti dal giocatore del popolo. Simbolo del terzo anno di Conte, quello dei 93 punti a tre match dal termine. Simbolo di una Juve che non muore mai e che quando decide di giocare come sa può tutto.

Juve anche stanca. Con un Ogbonna che sarebbe meglio monetizzare. Prima sostituzione tecnica in difesa dall’inizio dell’anno. Imbarazzante, a tratti disastroso. Come Isla: non può far parte di una formazione che vorrà attaccare l’Europa il prossimo anno. Anche perché fa fatica a stare in una formazione che attacca il campionato. Conte ha sempre ragione: serve un mercato all’altezza per non fare la fatica di ieri sera.

Juve anche rincuorata. Le gambe girano solo se la testa è concentrata. Tutta questione di attenzione, come gli sfoghi di Buffon. La concentrazione deve essere massima in vista di giovedì sera, quando uno e un solo errore può essere decisivo e dolorosissimo. La nota positiva è il rientro di Vidal.

Il tacco di Llorente diventa così l’assist migliore per il 5 maggio. Toh: il 5 maggio!

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