Menu Chiudi

Sconcerto Sconcerti: cosa non si dice per il bene di RCS

Sconcerti è un giornalista… ops, chiedo scusa… è uno che scrive sul Corriere della Sera. La redazione sportiva è da anni succube di Moggi e della Juve. Ha difeso a spada tratta l’onore dei bianconeri e continua a farlo.

Advertisment

Premessa delirante per un pezzo delirante. Quello cioè di Sconcerti e mai cognome fu più corretto per descrivere il contenuto di questo articolo.

Partito bene, per carità. Sconcerti riconosce per esempio che

è chiaramente una favola che il danneggiato sia stato solo l’Inter. Non potrebbe essere. Negli undici anni di Moggi e Giraudo alla Juve, l’Inter è arrivata solo tre volte seconda, cioè a distanza di lotta. Le altre è stata persa per strada. Una volta è arrivata ottava, una settima, una sesta, una quinta, due volte quarta, cioè molto lontano. In totale, in unidici campionati, non è mai arrivata davanti alla Juve. Sono stati 132 i punti complessivi di distacco.

Poi evidentemente il caporedattore deve avere sbirciato l’articolo e chiamato all’ordine il giornalista… ops, scusate ancora… il dipendente (RCS). Così ci scappa questa frase:

La Juve certamente brigava, probabilmente truffava sportivamente, ma la distanza tecnica era comunque evidente. Ma se la Juve, come dicono i processi, ha commesso frode sportiva attraverso un illecito strutturale, sono stati molti i campionati indecifrabili e molti i coinvolti che non hanno potuto mettere bocca.

Advertisment

Alzi la mano chi conosce la definizione di “illecito strutturale”. Tutte le mani basse, bene. Anzi male perché con un arzigogolo meglio della supercazzola di cinematografica memoria la Juve è stata distrutta, rasa al suolo.

Ma passi l’illecito, strutturale si intende, che avrà voluto dire Sconcerti con “sono stati molti i campionati indecifrabili”? Cozza aspramente con quanto detto sopra e cioè che la differenza tecnica era evidente. Fin troppo evidente. Forse pochi hanno potuto mettere bocca, certamente moltissimi hanno usato la lingua… e non per parlare.

Ma è la base di ragionamento che non sta in piedi. C’è una sentenza, ok di primo grado, ma sentenza. E la sentenza ha detto che la Juve non è colpevole. Il solito gioco “questo lo prendo e questo no”. Sentenza con la quale Andrea Agnelli ha dato il via libera all’avvocato Briamonte di difendere gli interessi DI UNA SOCIETA’ QUOTATA IN BORSA. Chi sa, ora, come si agisce penalmente contro una società quotata in Borsa? Chi sa come si agisce anche a livello di penalizzazione (pecuniaria o sportiva) contro una società quotata in Borsa? Nessuno, male, molto male. Magari ci torneremo su nei prossimi giorni, intanto preparate qualche esperto di economia e giurisprudenza.

E adesso il delirio puro. Sconcerti dice una cosa, poi un’altra diversa, poi una contrastante e poi conclude con un atto di coraggio cui va dato atto:

Petrucci sta facendo qualcosa di profondamente audace, ai limiti del legale. Ha il dovere di dire perchè lo fa. E’ un esperimento? Un errore? Un tentativo ingenuo di fare propaganda? Io credo che il capo dello sport italiano avrebbe fatto meglio a chiedere prima al calcio come abbia potuto definirsi incompetente sulla rilettura di una sentenza emessa dal calcio stesso. Come può accadere? Era il pubblico ministero del governo del calcio che aveva avanzato proposte e conclusioni. E su richiesta della federcalcio. Come si può farlo lavorare fino ai limiti della prescrizione e poi dichiararsi incompetenti? E’ questo che causa la guerra attuale. Prometterà allora il Coni un nuovo giudizio che entri nel merito?

Bravo Sconcerti, la parte finale dell’articolo non te l’hanno corretta, sei riuscito a fregarli questi de Il Corriere della Sera. Bravissimo, ora per favore prova a lavorare seriamente…

Advertisment