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Scudetto 2006: strano concetto dell’orgoglio di Mihajlovic e Zanetti

E’ dura la vita di chi dal 1995 a oggi ha vinto, nulla o semplicemente ha vinto qualcosa di cui nessuno ne riconosce l’autenticità.

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Per esempio l’ultimo ricordo di Zanetti sorridente è del 2005/2006, SuperCoppa Italiana scippata alla Juve di Capello che aveva vinto i tempi regolamentari per 1-0, gol di Trezeguet che il sodale De Santis annullò per un fuorigioco inesistente. L’Inter arrivò a quel match grazie alla Coppa Italia soffiata alla Roma qualche mese prima. Al di là di questa data bisognerebbe poi risalire al 1998, anno in cui Ronaldo vinse praticamente da solo la Coppa UEFA. Poi il buio assoluto. Eppure l’esperienza nerazzurra di Xavier Zanetti è lunga dal 1995. E’ il secondo più presente nella storia nerazzurra e in così tanto tempo pochi erano riusciti a vincere così poco. Se domandate all’argentino dalla lingua di pezza cui Maradona tolse la fascia di capitano per inesistenza-di-personalità (parole del genero di Aguero) vi risponderà che non riuscivano a vincere per un complotto mondiale cui avrebbero partecipato Putin e Bush padre.

L’altro protagonista di questa triste vicenda è un serbo. Sputò in faccia a Mutu perché l’educazione e i principi di un uomo sono importanti. Durante quella partita riuscì pure nell’impresa di lanciare una bottiglietta contro un delegato UEFA. Si beccò multa e squalifica (per un rosso in gara). Appena 3 anni prima aveva dato del “negro di mer*a” a Patrick Vieira. Anche in quel caso espulsione. Caratterino caldo quello di Mihajlovic che in carriera è sicuramente ricordato come uno dei migliori specialisti su calcio piazzato e come uno dal cartellino facile. In maglia laziale vinse 1 campionato, 1 coppa delle coppe, 2 supercoppa italiana, 2 coppe italia. Passò all’Inter nel 2004/2005 e da quel giorno nulla più.

Ebbene, questi due calciatori professionisti si sono espressi così sullo Scudetto del 2006:

[Mihajlovic] “Lo scudetto del 2006 lo sento mio, spero che poi ci sia più serenità, spero che il campionato riparta con maggiore serenità”

[Zanetti] “Conosco bene Massimo Moratti ed ho avuto la fortuna di conoscere anche Giacinto Facchetti, e questo a me basta. Non ci sono dubbi, quel titolo vale come gli altri.”

Entrambi sprecano cazzate, ampiamente smentibili tramite intercettazioni, fatti, numeri e statistiche che perfino la Cazzetta Rosa ha pubblicato negli anni. Errore madornale per la redazione al servizio del duo Berlusconi-Moratti. Ma andiamo con ordine.

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Mihajlovic sente suo lo scudetto del 2006. Per la cronaca, la Juve di Capello lo vinse a quota 91, tagliando il traguardo d’andata a una cifra spaventosa: 52 punti. Quella squadra vantava il seguente centrocampo: Nedved, Emerson, Vieira, Camoranesi, Del Piero, Trezeguet, Ibrahimovic. Emergenti, calciatori non ancora maturi, evidentemente. Forse Mihajlovic allude ai “negri di mer*a” che la Juve schierava a centrocampo, bah, vai a saperlo! Tanto per la cronaca, ecco cosa successe nei due match fra Atalanta di Milano e Juventus:

 

La cosa più stupefacente è che Mihajlovic pare ora un moderato. Spera che il nuovo campionato, dopo le porcate combinate dalla FIGC e non ancora finite su Calciopoli, Scommessopoli, prescrizioni e articoli 6 trasformati in biricchinate, sia equilibrato e sereno. Forse non ha capito, il dottor Mihajlovic, che è stata innescata una guerra. Per fortuna rimarrà verbale, rimarrà confinata sui forum e sui blog. Almeno speriamo. Di sicuro, a innescarla sono state le istituzioni. Noi stiamo tentando di difendere un onore. Forse sentiamo il bisogno di difenderci proprio per l’esistenza di un onore, cosa che dall’altra parte pare assente. O insabbiato pure quello, assieme a tutti gli altri scandali.

Per quanto riguarda Zanetti, non trovo parole per descrivere quanto detto. Il fatto che lui presuma di conoscere Facchetti e Moratti è totalmente irrilevante. Probabilmente l’intelligenza tattica che dimostra in campo è inversamente proporzionale a quella di tutti i giorni. Perché da intercettazioni comandate dal suo Presidente-attuale si evince chiaramente come gli unici truffaldini dell’Italia del calcio vestono il nerazzurro, nonostante qualcuno ha avuto l’idea di indossare un abito bianco ora sporco di fango, e fango non è!

Ed è pure evidente che non basta il pensiero di Zanetti. Purtroppo vincere il cartone non è permesso nell’olimpo dei campioni. E i meri numeri di presenze in campo non bastano a elevarsi a chissà cosa. In ogni caso anche lui sente suo qualcosa che suo non lo è mai stato. E non lo sarà mai. In quel campionato la sua squadra arrivò terza, a 15 punti di distanza dalla prima che era la Juve di Capello.

Il resto sono solo sciocchezze. La violenza verbale degli interisti e queste frasi ai limiti dell’assurdo umano derivano proprio dalla consapevolezza di non aver vinto una mazza. O meglio, di non poter paragonare i trofei aziendali con i veri trofei vinti e stravinti dalle altre formazioni, italiane ed europee. Purtroppo è l’unica verità e realtà possibile. E nonostante le conferenze stampa e un paio di quotidiani al servizio, la memoria dell’uomo di calcio è piuttosto lucida, ferma. Da una parte ci sono i campioni, dall’altra… a proposito, ma Zanetti e Mihajlovic formano una coppia, no? E chi vanno in coppia?

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